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Italia: cronaca di un paese fallito! ma meglio non dirlo o si offendono

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del DIRETTORE

default italiaLa somma è questa: 36.225 euro. Sapete di che si tratta? Del debito pubblico pro-capite che grava sulle spalle di ciascun cittadino di questo disgraziato Paese, bambini, infermi e disabili compresi. Il calcolo è statistico, non è pilotato, perché a maggio il debito pubblico italiano ha toccato il record assoluto  di 2.166,3 miliardi, venti in più della rilevazione precedente. E mentre prendiamo coscienza di tale fardello, dall’altra parte veniamo a sapere che ormai un italiano su dieci (oltre sei milioni di persone) ormai versa in “assoluta povertà”. E i bambini poveri, a rischio di patire la fame, sono un milione e mezzo.

Sono pochi dati, drammatici, che dicono una cosa sola: l’Italia è un paese fallito! Fallito nei suoi conti pubblici e fallito perché non ha saputo, o voluto, tutelare i suoi cittadini più indigenti, nonostante una spesa pubblica folle, che non accenna a diminuire nonostante tutte le storie che ci vengono raccontate. Ma non lo si può dire, non lo dicono i grandi media, per non disturbare il manovratore di turno e per consentire ai loto di manovratori di continuare a pascolare.

E con un quadro del genere pretendiamo – o, almeno, pretendono gli attuali governanti – di andare a Bruxelles a battere i pugni. E il presidente del Consiglio, alias l’illusionista di Firenze o incantatore di serpenti (fate voi come preferite), afferma che l’Italia non sarà commissariata dalla Troika.

A parte che commissariati ormai in pratica lo siamo, per non farla lunga riuscite a immaginare come l’illusionista florentino e tutti i suoi sodali eviteranno l’onta del commissariamento ufficiale (ma non sotterraneo)? C’è una sola possibilità: mettendo le mani sulla ricchezza privata dei cittadini che è ancora molto consistente e la cui esistenza (sempre più appetita) è l’unico motivo che consente di tenere vivo quel simulacro di paese chiamato Italia. Meditino coloro che ancora pensano di salvare la barca italica senza pagare dazio.

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5 COMMENTS

  1. Nel villaggio dei mercanti viandanti si raccoglie infamia e disonore poi si raccontano balle su balle per placare la gente.

  2. La possibilità di una megapatrimoniale mi lascia molto perplesso.
    Una proprietà , piccola o grande che sia , è costituita in piccola parte da liquidi e in maggior parte da aziende, immobili, azioni.
    Posto che lo Stato ne requisisca una parte , salvo i liquidi ( che se portati via alle aziende le fa fallire in un battibaleno con le conseguenze del caso) gli immobili e le azioni dovrebbero essere venduti .
    Chi li comprerebbe e con quali soldi ?, anche perchè se collocati massicciamente sul mercato immobiliare e azionario, creerebbero due crisi epocali.
    Acquistati dagli stranieri ?
    E chi sarebbe quel pazzo di straniero che in una situazione del genere andrebbe a fidarsi di un governo del genere ?
    Ragazzi anche per i deficienti sarebbe una cosa alquanto difficile.

    • I deficienti temo che ragionino così: la ricchezza privata è pari a 4 volte il PIl ed è l’unica risorsa su cui mettere ancora le mani, in poche parole è la ricchezza prodotta nei decenni passati, da noi e dai nostri padri.
      Keynes in situazioni di crisi suggerisce di aumentare la tasse ed impiegare le risorse in spesa pubblica ma anche distribuendo denaro a destra e manca per generare consumi. Quindi anche se il risparmio non è liquido (case, terreni, preziosi, opere d’arte, ecc) lo si può rendere tale tassandolo. Chi non riesce a venderlo perché il mercato immobiliare è fermo e non ci sono soldi in giro può sempre chiedere un mutuo alle banche. Così le banche ci guadagnano con gli interessi, poi che tu non riesca a pagare il mutuo non è un problema: i tuoi beni finiscono nel patrimonio delle banche che così si arricchiscono e migliorano i loro bilanci a modico prezzo. E’ una nuova versione del comunismo, la gente non deve possedere più nulla, il lavoro deve provenire dallo Stato e tu o voti e fai come dicono loro oppure diventi un emarginato nulla tenente. I nuovi ricchi saranno i membri alti del partito….

  3. Il direttore dice bene.
    Ammettiamo che lo stato metta le mani sulla ricchezza privata. La espropria.
    Immobili, e terreni in primo luogo.
    Per fare cassa che fa, li vende? A chi?
    Non li vende.
    Basta metterli a bilancio per salvarsi?
    Ha bisogno di soldi, non di immobili che già ora non sa gestire e lascia in malora.

    Che fa allora?
    Requisisce aziende?
    E poi chi le controlla?
    Chi le gestisce?
    Se lo fa il sistema pubblico tramite gli sgherri burocratici?
    Tali aziende in pochi anni falliscono.

    Che altro può fare?
    Requisisce titoli e altri valori mobiliari?
    Azioni?
    Requisisce i titoli di stato italiani? E poi a chi li vende?
    Le azioni e i fondi requisisce, e poi a chi li vende?

    Requisisce oro privato?
    E come lo trova?
    Accede a forzieri e cassette?
    Ricerca in banche svizzere o extra-europee?

    Altrimenti che fa?
    Requisisce proprietà estere, aziende estere , ricchezza estera di proprietà italiana?

    Lo stato ha bisogno di soldi in fretta.
    Sempre più in fretta.
    Visto che non riesce a risparmiare in alcun modo rimangono le solite strade.
    Tasse e emissione di debito pubblico.

    Capisco perfettamente che una tassazione come quella attuale è già una forma di esproprio e di schiavitù.
    Che attacca il risparmio della gente.
    Che immiserisce tutto e tutti.

    Io ritengo che non ci sia ritorno da una situazione del genere.
    Mancano le premesse politiche e culturali, dato che non esistono liberali in giro.
    E concordo col direttore quando afferma che è già fallimento con numeri del genere, ma che nessuno ha il coraggio né di dirlo o scriverne.

  4. 20 miliardi di aumento del debito pubblico nell’ultimo mese. Un debito pubblico che dall’ultimo governo Berlusconi è aumentato dell’11% (dal 120 al 131%) quando ci aveva messo 20 anni per passare dal 100% al 120%.
    Praticamente l’italia non dichiara fallimento solo aumentando il debito pubblico in quanto, visto che la spesa pubblica non è stata tagliata di un centesimo (nonostante gli annunci ) ed anzi continua ad aumentare e le entrate delle tasse sono ferme (diminuiscono quelle sui redditi e i consumi aumentano quelle sui patrimoni). Inutile ricordare che se l’Europa ci chiede di diminuire il debito pubblico al 60%, che è prevista una diminuzione del 5% del PIl per i prossimi anni (fiscal compact mi pare) se il debito aumenta c’è qualcosa che non va.
    L’Europa, al contrario di quel che si pubblica sui giornali, da tempo ci chiede di diminuire le tasse, specialmente sul lavoro e di tagliare la spesa pubblica. Se l’italia chiedesse l’intervento della Troika questa imporrebbe tagli alla spesa, in poche parole licenziamento di dipendenti pubblici e taglio allo stipendio dei rimanenti, tagli alla previdenza sociale (niente più cassa integrazione, eliminazione o riduzione di pensioni sociali, babypensioni, pensioni d’oro), lotta seria all’evasione (in Calabria e Sicilia si aggira al 70%). In poche parole il risanamento vuol dire abbassare tasse e spesa pubblica, il Nord che riparte ed il sud, con una economia statalizzata, basata sui trasferimenti pubblici, desertificato.
    Considerando che il tanto sbandierato 40% di voti di Renzi equivale ad 8 milioni di voti (40 milioni di aventi diritto, 50% di astensioni, 40% x 50% x 40 milioni = 8 milioni) praticamente i 4 milioni di dipendenti pubblici + le “false pensioni”, le pensioni di chi non ha versato o ha versato in maniera insufficiente i contributi (pensioni pubbliche, pensioni sociali, baby pensioni, pensioni d’oro, false pensioni d’invalidità) ecco che se qualcuno provasse a sistemare i conti sparirebbe dalla scena politica e spunterebbe un Cetto La qualunque che come nei paesi excomunisti prometterebbe il ritorno all’assistenzialismo statale del passato.
    Come finirà? Prima o poi i soldi finiranno, la situazione è brutta ma non stabile, continuano a chiudere aziende, aumenta la disoccupazione, diminuisce il PIl, prima di arrivare al tracollo venderanno le riserve auree, faranno una patrimoniale (la ricchezza privata è 4 volte il PIl e fa gola), faranno il default del debito pubblico (prima devono attendere che la quota in mani straniere scenda dal 30 allo zero%), le banche inzuppate di titoli di stato falliranno, secondo le regole europee sperimentate a Cipro potranno rivalersi su azioni, obbligazionisti e correntisti, praticamente un altra patrimoniale. Poi e solo poi, finite tutte le risorse, con l’economia azzerata, i consumi scomparsi, chiederanno l’aiuto alla Troika. Praticamente un incubo senza fine a cui segue quello che ci propongono, diminuzione del debito pubblico per i prossimi vent’anni, altri soldi all’Europa, tasse alte, alta disoccupazione, poi tra vent’anni la riforma Fornero (tutti contributivi) e il blocco del turn over nel pubblico impiego saranno pienamente operativi, andranno in pensione persone che hanno lavorato poco o poco pagate in questi anni, un mucchio di gente povera ed altri vent’anni per risalire.
    Infine altri incubi le scorciatoie: uscire dall’euro per stampare moneta al fine di finanziare l’economia e creare inflazione e così deprezzare il debito oppure convertire il debito nella nuova moneta svalutata, lasciando però invariate tasse, burocrazia e spesa pubblica.
    L’unica soluzione? L’indipendenza.

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