CASO YARA: BERGAMASCHI OMERTOSI? BASTA COI GIORNALISTI CHE CI DENIGRANO

di GIANFRANCESCO RUGGERI

caso yaraAdesso ne ho proprio le scatole piene, non ne posso proprio più!!! Non già dell’italia, dei suoi politici e di tanti finti indipendentisti, riguardo ai quali sono oltre il limite della sopportazione oramai da tempo, oggi mi riferisco ad una certa mentalità italica al ribasso che i mezzi di informazione ci trasmettono per di più con una sorta di malcelata gioia.

Nello specifico penso al caso Yara Gambirasio, lungi da me esprimere un parere sulle indagini, il mio obiettivo sono certi giornalisti che spandono per ogni dove la calunniosa affermazione secondo la quale anche al nord c’è omertà. Non gli par vero di poter parlar male del Nord, leggasi Padania, poter dire che in fin dei conti questa presunta italia è unita, unità nel male, nel peggio, uniformata al basso, ma unita! Va bene tutto, non sono riusciti a sviluppare il sud, probabilmente non hanno mai neppure voluto farlo veramente, e adesso si accontentano di svilire e far degenerare quello che loro chiamano nord, purchè l’italia sembri unita.

Gongolano da tempo nel dire che la mafia è anche al Nord, che i rifiuti in Campania vengono dal nord, di quelli che vengono dalla Germania però non ne parlano, fremono per dire che al nord ci sono le tangenti, gli evasori, ecc, ecc. ed ora la menano con la storia dell’omertà in relazione al caso di Yara Gambirasio.

Qui mi sento chiamato in causa in prima persona, non solo perché sono bergamasco, ma anche perché Brembate Sopra è un po’ la mia seconda casa, vi passo spesso, ho ottimi amici e vi ho persino lavorato proprio nei giorni in cui Yara veniva rapita. Come rilevatore del censimento dell’agricoltura il giorno prima del rapimento di Yara ho intervistato Don Corinno, proprio lo stesso Don che vedete spesso in televisione e nel corso dei miei giri sono stato anche a la Piana di Sopra di Mapello. Ebbene mi sono sempre chiesto in questi anni se avessi visto qualcosa o qualcuno che potesse essere utile alle indagini, mi sono sforzato di ricordare anche un dettaglio, ma non ho avuto modo di accorgermi di nulla e non ho niente da dichiarare: e per questo sarei omertoso? Ma andate a dar via il … !!!!!

A parte la mia posizione personale è comunque ora di smetterla con la storia dei bergamaschi omertosi e più in generale del Nord omertoso, perché è un’accusa che oltre ad essere offensiva e denigratoria, è sopratutto palesemente infondata e falsa!

Ricapitoliamo: quanti sono gli abitanti di Brembate e dintorni che si sono presentati spontaneamente per sottoporsi al tampone del DNA? Qualche centinaia? Qualche migliaia? 

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Se non ricordo male è stato spiegato loro che offrendo il DNA avrebbero permesso di individuare l’assassino nel caso in cui fosse stato un loro parente prossimo o lontano, di conseguenza si sono presentati ben consapevoli del fatto che avrebbero potuto mettere nei guai un loro caro, un lontano cugino, ma anche un fratello: eppure si sono presentati!!!!! E certi giornalistucoli si permettono di chiamare questa gente, la mia gente, omertosa? Francamente è vergognoso, è indecente, grida vendetta al cospetto di Dio!

Secondariamente se ad oggi esiste un presunto colpevole è solo e soltanto perchè qualcuno ha parlato, ha parlato Vincenzo Bigoni, collega di Guerinoni, ma ha parlato anche qualcun altro, Antonio Negroni, altro collega di Guerinoni, che ha fatto il nome di Ester Arzuffi e che poi ha dovuto persino insistere. Infatti dopo aver fatto il nome di Ester Arzuffi si è sentito dire che alla donna avevano già prelevato il dna da ben 2 anni e che non era lei. A quel punto il Negroni ha insistito e ha chiesto “ma siete sicuri”? e così hanno rifatto gli esami e hanno trovato l’errore, ovvero si sono resi conto che hanno sbagliato 1.800 test del dna: non uno, dicesi 1.800!

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 E si permettono di dire che siamo omertosi? Se sono state seguite piste sbagliate e sono state chieste informazioni fuorvianti, è colpa dei bergamaschi? Cosa dovevano fare, alle domande sbagliate della magistratura e degli investigatori dovevamo magicamente fornire le risposte giuste? Ebbene abbiamo fatto anche questo! Antonio Negroni ai caramba glielo ha chiesto: Ma si segùr oter? Ma cosa volete di più?

Cari italiani e cari giornalistucoli, mettetevi il cuore in pace, il Nord come lo chiamate voi, non è ancora così omertoso, né così mafioso, la Padania ancora resiste nonostante tutto quello che ci tocca subire e non abbiamo intenzione di mollare. Padania libera!

 

 

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