ITALIA, LA COLPA DELLA CORRUZIONE E’ DELLE SCIE CHIMICHE

corruzione3di LEONARDO FACCO

Sono 7 anni che i parassiti che si sono alternati al governo ripetono la stessa solfa: “Va tutto bene madama la maestra! Anzi, sta per iniziare la ripresa”. E da 7 anni, anziché alla ripresa abbiamo assistito alla presa… per i fondelli. Oppure, ancor di più, alla presa (rapina) dei nostri portafogli.

Se chi abita, e lavora, in Italia è costretto a fare di necessità virtù (e medita la fuga), chi sta fuori evita con cura di venire ad investire i suoi denari in un paese che è una cloaca economica, giuridica, burocratica e politica. “Crollano gli investimenti esteri in Italia – ha scritto il Corriere della Serva – In cinque anni, dal 2007 al 2013, il calo è stato drammatico: -58%. A dirlo è il Censis, nel 6° numero del «Diario della transizione». «Gli investimenti diretti esteri nel nostro Paese sono stati pari a 12,4 miliardi di euro nel 2013 – si legge nel report -. I momenti peggiori sono stati il 2008, l’anno della fuga dei capitali, e il 2012, l’anno della crisi del debito pubblico». E, viene sottolineato, si tratta di investimenti «che potrebbero rilanciare la crescita e favorire l’occupazione»”. Ma va? 

Mentre Renzi viaggiava a Est insieme agli amichetti di Confindustria (più che imprenditori sono prenditori anch’essi) per pubblicizzare il made in Italy, Standard & Poor’s insiste con l’affibbiare rating negativi al fu “Belpaese”. Datevi qui una lettura veloce a TUTTI I DATI NEGATIVI DEL SISTEMA ITALIA. LI POTETE LEGGERE QUI.

Non bastasse, c’è il nodo ladrocinio tricolore, manifestatosi in tutta la sua magnificenza col caso Mose, tra gli altri. La dimostrazione che Renzi non ci ha capito nulla della situazione (la corruzione è proporzionale al livello di statalismo esistente, più burocrazia uguale più mazzette), riproponendo le stesse ricette dei suoi predecessori, sta tutta nella frase pronunciata un minuto dopo gli arresti di Venezia. L’ex sindaco di Firenze ha detto: “Non è un problema di regole, ma un problema di merkelpersone”. Ridicolo!

Il mio amico Mauro Gargaglione, una volta ha scritto: “Il capolavoro dello statalismo è far credere alla gente che la colpa di mazzette e corruzione è dei privati avidi e non dello Stato che mette dei parassiti difesi da pistole e distintivo a dare i permessi. Così la gente invoca sempre più Stato per contrastare l’avidità dei privati e le tariffe della corruzione aumentano facendo sempre più ricchi i parassiti”. Il Mose ne è la riprova, ma lo sono anche Expo, Autostrade venete, Finmeccanica, ecc. ecc. Viceversa, le “nuove idee” del mattacchione fiorentino sono quelle di moltiplicare le Authority (che piacciono da morire ai culi dei libberisti), vale a dire nuovi controllori che controllino i controllori dei controllori da controllare. 

A furia di raccontar corbellerie, mi chiedo: perché non danno la colpa delle tangenti alla Merkel? O all’Euro? O ai rettiliani e alle scie chimiche? In Vitellonia va sempre di moda il complottismo e trovare un capro espiatorio è facilissimo. Il giochino reggerebbe, soprattutto perché c’è sempre un manipolo di giornalisti di regime, in particolare a Radio 24, che non vedrebbe l’ora di dargli addosso ai cattivi tedeschi. 

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