La burocrazia italiana è la peggiore d’Europa. Ed è piena di debiti

di MARIETTO CERNEAZ

Renzi ha fatto promesse a tutto spiano: “Pagheremo tutti i debiti che le Pubbliche Amministrazioni hanno con le aziende”. Mentre lo diceva, i dati ribadivano, ancora una volta, la maglia nera alla PA italiana in termini di efficienza, con il Tesoro che ha annunciato di scucire altri 20 miliardi di euro per saldare i debiti delle PA arretrati.

A rendere noto il via alle procedure per l’impiego di altri 19.725 milioni di euro per il 2014 – spiega il sito pmi.it – è stata una nota del Ministero dell’Economia e Finanze con l’obiettivo di dare nuova linfa vitale alle imprese italiane, in crisi per il continuo ritardo nei pagamenti dalle PA che costano in media 7.000 euro all’anno (dati Cgia Mestre). Quelli che verranno saldati sono gli obblighi commerciali certi, liquidi ed esigibili al 31 dicembre 2012, ovvero i debiti accumulati dalla PA fino a tale termine.

Secondo l’ultima analisi, basata su una dozzina di indicatori, dell’ufficio studi della Cgia di Mestre nella classifica generale sugli Stati europei dove è più semplice fare impresal’Italia si posiziona al 15esimo posto (65esimo a livello mondiale), soprattutto per colpa dell’eccessivo peso della burocrazia e dei ritardi nei pagamenti dalla PA. La nostra Pubblica Amministrazione risulta inoltre tra le meno efficienti dei 17 Paesi dell’eurozona, seguita solo da Grecia e Malta. Guidano la classifica Finlandia, Irlanda e Germania.

Scrive la Cgia: “«Al sistema delle piccole e medie imprese, che costituisce il 99,9 per cento del totale delle aziende presenti in Italia, la burocrazia costa, in termini assoluti, quasi 31 miliardi di euro all’anno. Per ciascuna di queste PMI si stima che il peso economico medio sia pari a circa 7.000 euro. Tali costi penalizzano di più le piccolissime imprese rispetto alle aziende di dimensioni maggiori”.

LA TABELLA

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