di GIANLUCA MARCHI Pessima giornata, il 20 settembre 2017, per la Libertà. Anzi, orribile. In Catalogna è successo quello che intimamente speravamo non accadesse, ma che razionalmente sapevamo avere alte possibilità di avvenire. Il governo centralista di Madrid, un esecutivo di sostanziale minoranza nel paese iberico, formato dal Partido Popular e guidato da quel grigio personaggio che risponde al nome di Mariano Rajoy, ha messo in atto la più dura delle repressioni nei confronti del governo Catalano e dei suoi funzionari. Dopo settimane di braccio di ferro, Madrid è passata alle maniere forti: ha sguinzagliato la Guardia Civil e ha fatto arrestare 14 funzionari pubblici inseriti nei gangli ritenuti più indipendentisti del governo catalano, fra i quali il braccio destro di Oriol Junqueras, il numero due della Generalitat e leader di Erc, il principale partito indipendentista della Catalogna. Rajoy, per giustificare l’uso dei mezzi forti, si è riparato dietro i pronunciamenti del Tribunal Costitucional, un organismo che in pratica obbedisce a ogni richiesta dell’esecutivo centralista….















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