LA CHIAMANO “INDUSTRIALE”, MA È LA NUOVA RIVOLUZIONE SOCIALISTA

di LEONARDO FACCO Dopo aver mitridatizzato per un trentennio le masse, dopo l’assuefazione di queste ultime allo statalismo mammone, che promette diritti che diritti non sono, i progressisti sono pronti per scagliare l’ultimo attacco alla libertà, seppur imperfetta (attacco che, personalmente, ritengo sia in corso e sia stato scatenato con la scusante di un virus influenzale), che abbiamo conosciuto e di cui abbiamo goduto noi che siamo nati e vissuti al di qua del Muro. Passa dal World Economic Forum la strategia di “socializzazione” del mondo. Si ispira ad una belluina “Quarta rivoluzione industriale” la pianificazione che ispira i politicanti neomarxisti. Una conferma è il breve saggio di Ida Auken (membro del Parlamento danese), che senza mezzi termini ci racconta che “nel 2030 vivremo senza proprietà, senza privacy, ma saremo felicissimi”. La politicante nordica esordisce così nella sua “missiva” urbi et orbi: “Benvenuti nella mia città, o forse dovrei dire «la nostra città». Non possiedo niente. Non possiedo una macchina. Non possiedo una casa. Non possiedo elettrodomestici…

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