LA CRISI IN VENEZUELA, UNA SERATA A SAN BONIFACIO

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Nella Sala Civica “Barbarani” del Comune di San Bonifacio, organizzata dal dr. Silvano Polo (già sindaco del paese in due mandati) si è tenuta la riunione dal titolo “La crisi in Venezuela” :

  • Quali difficoltà stanno vivendo gli italiani.
  • Cosa può fare il Governo Italiano?
  • Resoconti, testimonianze e filmati.

A parte l’assenza giustificata di alcune delle personalità politiche invitate: il Senatore Stefano Bertacco, l’Onorevole Paolo Paternoster ed il neo-Presidente della Provincia di Verona dr. Manuel Scalzotto, che non hanno potuto partecipare per vari motivi, erano comunque presenti l’ Europarlamentare On.le Mara Bizzotto, i Consiglieri Regionali Giovanna Negro e Luciano Sandonà ed il Sindaco e Vicesindaco di San Bonifacio : prof. Giampaolo Provoli e prof. Mario Nogara.

Va detto, anzitutto, che l’esordio della serata è stato lasciato alla presentazione del libro “Il Conte di  Montecrypto” (VEDI QUI) dello scrittore-giornalista Leonardo Facco che è stato invitato dal “libraio” dr. Paolo Ambrosini (Presidente dei librai italiani) nell’ambito dell’iniziativa della sua “libreria Bonturi”, che invita ogni due settimane un autore di fama od emergente a presentare i propri lavori. In verità, la scelta di Leonardo Facco è stata decisa proprio per l’occasione, in quanto Egli è anche un italo-venezuelano nonché gestore del giornale “on-line”: “Miglio Verde”, un giornale che tratta argomenti di natura geopolitica, economica e culturale orientata, però, alla difesa degli ideali libertari che sono, oggigiorno, assai compromessi e minati dalle teorie socialiste (comuniste) e dai comportamenti (=regolamenti) messi in atto dalle pubbliche amministrazioni (=burocrazia) dei governi di tutto il pianeta.

C’è da dire che l’introduzione sull’attuale situazione venezuelana, fatta da Leonardo Facco, non poteva essere migliore, ma la cosa è ovvia se si considera che Egli ha vissuto parecchi anni in Venezuela ed i suoi genitori – Vito e Franca – erano i proprietari del famosissimo ristorante “Il Caminetto” di Caracas (di cui è ancora socio), luogo di ritrovo delle maggiori autorità e personalità venezuelane, ma anche perché, come giornalista, Egli è in contatto con tutti i media del mondo e fin dal 2003 aveva già denunciato il regime dittatoriale di Ugo Chavez, tanto da rimediare la proscrizione e il divieto di poter ritornare in Venezuela con il rischio di venire incarcerato.

Dopo la presentazione del libro la serata è entrata nel pieno degli argomenti che interessavano i numerosi venezuelani presenti e come primo atto il dr. Polo ha commentato gli esiti avuti dall’interrogazione parlamentare presentata dall’ On.le Paternoster, criticando la melensa risposta del Sottosegretario Sen. Ricardo Merlo che, benchè di tre pagine, non rispondeva affatto ai quesiti che erano stati posti nell’interrogazione.

Ma tant’è, la corruzione esiste nei consolati italiani in Venezuela (e non solo) ed è stata più volte denunciata, anche pubblicamente (v. articolo di Laura Neri sul giornale “Italia chiama Italia” del 27.12.18), nonostante il rischio di ritorsioni a cui ci si espone quando si riferiscono episodi precisi ed è proprio per questo che la parte seguente della serata è stata dedicata alle testimonianze raccontate dai presenti, a cominciare da Lys Golia (coordinatrice della “Comunità venezuelana del Veneto”) che ha raccontato come “il fratello, giornalista venezuelano, figlio di italiani, in regime di presentazione ogni otto giorni e privato del passaporto, non abbia avuto alcun aiuto dalla Farnesina”, a cui ha fatto seguito Chiara Deliso (arrivata addirittura da Bari, per assistere alla serata !) che ha denunciato: “le lungaggini – anche di anni (!) – subite dai nostri connazionali per il rinnovo del passaporto” ed anche “il rifiuto del consolato venezuelano in Italia di autenticare le ricette per poter avere l’assistenza negli ospedali qui in Italia, a cui si potrebbe accedere in quel caso” ed infine “il racconto dell’uccisione in Venezuela, in una manifestazione pubblica, del giovane italo-venezuelano – Roberto Annese – di cui la Farnesina non ha detto né fatto nulla”.

Le testimonianze sono continuate con Ester De Felice, italo-venezuelana figlia dell’italiano che, emigrato negli anni ’60 in Venezuela, ha iniziato a produrre la pasta italiana – resa famosa con il marchio ”Victoria” – che ha raccontato come “al Padre, l’ INPS non riconosce la giusta pensione, sui contributi versati, perché chiede che sia prodotto un certificato dall’ Ente di Previdenza Venezuelano, impossibile da essere recuperato da un semplice cittadino, oggi”.

E’ stata quindi la volta di Lorenzino Cavallini, un eccezionale giovane, che da 4 anni si prodiga per inviare aiuti umanitari in Venezuela (medicine e dotazioni mediche, apparecchiature ambulatoriali, generi alimentari) ad organizzazioni italo-venezuelane che provvedono alla successiva collocazione/distribuzione senza scopi di lucro, ma che denuncia “la corruzione costante per lo sdoganamento dei container”, “l’aiuto scadente e troppo lento fornito dal Consolato italiano a Caracas nel rilascio dei documenti” e che conclude il suo intervento con la dichiarazione che “il silenzio dei governi occidentali sulla crisi umanitaria in Venezuela è – di fatto – un atto di complicità criminale !”

Particolarmente toccante è stato, poi, il resoconto del dr. Sami Harb, marito della nipote del dr. Polo, fuggito con la famiglia da San Cristobal la scorsa estate. Egli era il primario di oncologia dell’ospedale pubblico della città, ma a causa della mancanza di medicine e delle apparecchiature mediche guaste e non più funzionanti, così ha dichiarato : “non c’è niente di più penoso, per un medico, del rendersi conto dell’impossibilità di curare e salvare i propri pazienti pur sapendo che ne sarebbe stato capace se avesse avuto a disposizione i mezzi necessari. La crisi umanitaria in corso vedrà la morte di decine di migliaia di persone, già in quest’anno, perché non si trovano più i medicinali salvavita indispensabili per le malattie più gravi e questo a prescindere dalla nazionalità od etnia dell’ammalato.

Infine, è stata data la parola al sambonifacese Francesco Bartucci, figlio di Benedetto Bartucci che in Venezuela fu tra i soci fondatori, negli anni ’50, dell’industria che produce, tuttora, l’insetticida antizanzare “Plagatox” e che quotidianamente legge sul web quanto è possibile recuperare dei quotidiani venezuelani. Tuttavia, amara è stata la sua conclusione di “aver perso ogni speranza sulla possibilità che il Venezuela possa tornare ad essere il paese felice e benestante di un tempo a causa del gioco politico internazionale di cui è oggetto, a totale danno della popolazione che è costretta a fuggire all’estero, se ne ha ancora la forza e la possibilità”.

Ulteriore forte emozione ha suscitato la proiezione del breve filmato, recuperato su you-tube, dal titolo “La Marcia”, in cui l’autore accompagna i venezuelani che fuggono dalla loro patria, a piedi, verso i paesi dell’america meridionale, senza niente al seguito…

A questo punto della serata, gli autorevoli esponenti politici presenti, coinvolti nel “pathos” degli interventi si sono così espressi.

L’ europarlamentare On.le Mara Bizzotto : “ha assicurato ogni azione possibile affinchè non venga riconosciuta dall’ Unione Europea l’abusiva e illegittima riconferma del dittatore Nicolas Maduro a Presidente del Venezuela, nonostante sia risultato eletto Presidente Juan Guaidò”.

I Consiglieri Regionali Negro e Sandonà “si sono impegnati a tenere in considerazione la grave situazione sociale del Venezuela e per cominciare, fin dall’imminente discussione del bilancio regionale per quanto concerne il budget stanziato “per i Veneti nel Mondo”.

Come sintesi dell’incontro, in riferimento alle finalità dello stesso, si evidenziano i seguenti problemi che sono emersi e di cui si sollecita il Governo italiano a trovarne soluzione.

  1. Attività dei Consolati troppo condizionata dalle difficoltà esistenti (mancanza di corrente elettrica, carenza degli organici, scarsa sicurezza, sovraccarico di richieste : la casella di posta elettronica della segreteria dei Consolati è spesso piena di messaggi…); denuncia di corruzione relativamente al commercio delle prenotazioni di appuntamento; tempi troppo lunghi per avere un appuntamento (più di 2 mesi…); eccessiva burocrazia e pignoleria sui documenti da presentare in uno stato che sta vivendo una crisi socio-economica che impedisce anche i movimenti più semplici.
  2. Ministero di Roma (Farnesina) insensibile e sordo ai problemi sollevati dai nostri o per i nostri connazionali in Venezuela; dovrebbe essere istituita un’ UNITA’ DI CRISI, necessità logica per uno stato in evidente CRISI UMANITARIA. Alcuni tipi di pratiche (dichiarazioni di valore e cittadinanze) potrebbero benissimo essere espletate e processate in Italia, anziché in Venezuela.
  3. Conversione delle patenti di guida; pur ammesso che non esiste convenzione con lo stato venezuelano, nulla vieta che, però, la conversione sia riconosciuta al cittadino italiano che l’ha ottenuta in Venezuela, proprio in ragione della sua cittadinanza.
  4. Perché il Governo italiano non riconosce lo “stato di rifugiato” ad un venezuelano che trova riparo nel nostro paese ? Tempi di crisi autorizzano soluzioni estreme di crisi. Pertanto, anche i 90 giorni concessi ad un venezuelano che viene in Italia per recuperare i documenti della cittadinanza o per trovare aiuto da parenti e/o conoscenti sono troppo pochi. Si potrebbe instaurare la figura del “Tutor” e/o “Garante”, cioè di un cittadino italiano, residente in Italia, che garantisca per il venezuelano che arriva.

In Italia, in questi ultimi anni, sono arrivati milioni di immigrati clandestini dall’Africa, molti dei quali ancora irregolari… e nessuno ha avuto nulla di dire, anzi, guai a criticare o trovare da ridire.

Oggi, però, non si riesce ad accogliere cittadini venezuelani che, magari, sono anche discendenti da italiani (“jure sanguinis”) o che hanno conoscenti disposti ad aiutarli in questo periodo così tragico per il Venezuela, è lecito domandarsi PERCHE’ QUESTI DUE METRI E DUE MISURE … ?

E’ ORA CHE QUALCUNO SI MUOVA !!!!

La serata si è conclusa con la proiezione del bellissimo e toccante FILM-DOCUMENTARIO del Regista venezuelano-messicano

GUSTAVO TOVAR ARROYO :  “CHAVISMO, LA PESTE DEL SECOLO XXI”

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