LA GLOBALIZZAZIONE (ECONOMICA) È UNA COSA MERAVIGLIOSA

di PIETRO AGRIESTI

Viviamo in un mondo dove tutte le risorse sono scarse e scegliere di impiegarle in un certo modo significa rinunciare ad impiegarle in un altro. Per superare almeno in parte questa condizione di scarsità, che non è solo scarsità di risorse naturali, ma anche di tempo, talenti e conoscenze, gli uomini collaborano fra loro attraverso la divisione del lavoro e il libero scambio.

Per vivere e per soddisfare i propri bisogni e desideri, le persone scambiano le une con le altre, beni, servizi, lavoro, informazioni, conoscenze e altro ancora. Una volta questi scambi erano limitati a un territorio relativamente ridotto, ma l’avanzamento tecnologico lo sviluppo dei trasporti e delle comunicazioni ha consentito di superare i vincoli precedenti ed allargare sempre più il raggio degli scambi, fino a renderlo globale.

La globalizzazione ha reso possibile estendere la collaborazione fra le persone a un livello inimmaginabile fino a solo qualche secolo fa. La crescente integrazione economica ha comportato lo sviluppo di una sempre maggiore divisione del lavoro e ha reso possibile per le nostre economie raggiungere un altissimo livello di complessità.

Inoltre, più estesa è la possibilità di scambio, più vi sono attitudini, gusti, preferenze, bisogni e desideri diversi in cerca di soddisfazione. Maggiore è il ventaglio di necessità e desideri da soddisfare, più possibilità abbiamo di poterci guadagnare da vivere con un mestiere che ci piace e ci soddisfa.

Sicuramente, da un altro punto di vista, l’estendersi del libero mercato rende difficile il controllo dell’economia da parte degli Stati nazionali (e non), ma questo è solo un bene. Gli Stati infatti limitando il libero scambio in ogni modo, non fanno altro che ostacolare la collaborazione umana, la creazione di ricchezza, la diffusione del benessere, e la possibilità di soddisfazione e realizzazione degli individui.

Gli alleati sciocchi degli Stati in questo sono tutti coloro (la maggioranza in Italia) che si lasciano intortare dai vari discorsi statalisti di destra e di sinistra: la globalizzazione economica (non politica) lungi dall’essere il mostro che molti politici e intellettuali di ogni colore e tendenza dipingono.. è una cosa meravigliosa!

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