LA LIBERTÀ E LA PIÙ GRANDE VIRTÙ DEL CONTANTE

di MATTEO CORSINI

Pur di spingere i pagamenti con mezzi alternativi al denaro contante, il Governo farà ricorso al meccanismo del cashback. Immagino che il meccanismo sarà piuttosto complicato, come sempre in questi casi. Commentando la notizia, Alessandro Zollo, amministratore delegato di Bancomat (che ha evidente interesse all’utilizzo di carte), ha affermato:

  • “Non credo nelle penalità, ma nella capacità di promuovere i comportamenti virtuosi. In Italia c’è un freno culturale che si sta allentando, e il trend di crescita nell’uso delle carte, trainato dal contactless, andrà a consolidarsi. Favorendo la tracciabilità dei pagamenti e rompendo il meccanismo psicologico che fa ritenere il contante più sicuro delle carte, mentre è vero l’opposto.”

Non voglio entrare nel merito dei rischi di essere derubati, che peraltro non sono del tutto inesistenti neanche con le carte. Vorrei invece, come già in alcune occasioni in passato, pensare all’ipotesi di eliminazione totale del denaro contante. Supponendo che siano superati anche i limiti che ancora rendono, in diversi casi, ancora più rapido e conveniente fare piccoli pagamenti in contanti.

In un mondo di monete fiat a corso legale e in assenza di contante, nessuno potrebbe avere denaro se non su conti accesi presso banche commerciali o presso le stesse banche centrali. Ciò vorrebbe dire che non vi sarebbe più alcuno schermo tra individuo e fisco. Per i fautori della “lotta al contante” vale il motto “male non fare, paura non avere”. Il problema è che, in una situazione del genere, il diritto di proprietà sul denaro sarebbe solo formalmente in capo ai legittimi proprietari, dato che lo Stato potrebbe decidere in qualsiasi momento di aumentare a piacere il prelievo mediante imposizione patrimoniale (che già esiste, anche se si chiama “imposta di bollo”).

Uno scenario che ad alcuni sembrerà irrealistico, ma che è tutt’altro che impossibile. Da questo punto di vista il contante è senza dubbio più sicuro delle carte.

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