LA REPUBBLICA ITALIANA È UNA VERGOGNA ISTITUZIONALIZZATA

di PAOLO L. BERNARDINI Dove si possono incontrare un elogiatore della monarchia sabauda e un indipendentista liberale, o piuttosto un liberale indipendentista? A prima vista, forse da nessuna parte. Le distanze paiono abissali. Ma così non è. Anzi. La spietata lettura che dà dell’Italia repubblicana Giulio Vignoli – storico e politologo dalle molte benemerenze, prima di tutte la tradizionale, consolidata e ben nota assenza di peli sulla lingua – non può che solleticare l’immaginazione e lo spirito critico (anche) degli indipendentisti. Giulio Vignoli ha scritto molto, in una lunga carriera a Scienze Politiche nell’Università di Genova. Classe 1938, è stato in qualche modo testimone della nascita della Repubblica italiana, la “RI” come la chiama lui, con sillaba d’apertura d’eloquenti parole, ad esempio, “riso”, “risibile”, “risicato”, e che più ne ha più ne (ri)metta. Non ha combattuto nella seconda guerra mondiale: mentre evidentemente lo hanno fatto, avanguardie dei soldati-bimbi africani, tutti i sedicenti partigiani dell’ANPI, coetanei o più giovani del Vignoli, che nel 2017 fanno ancora…

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