L’ARABA FENICE DELL’INDIPENDENTISMO VENETO

di ENZO TRENTIN

Il mitologico uccello che rinasce dalle proprie ceneri dopo la morte, e proprio per questo motivo simboleggia anche il potere della resilienza, ovvero la capacità di far fronte in maniera positiva alle avversità, coltivando le risorse che si trovano dentro di noi, è riapparso il 2 giugno 2020 a Santa Lucia di Piave (TV). Questa volta “l’araba fenice” vestiva i panni del Sindaco Riccardo Szumski. Rieletto l’11 giugno 2017 con la Lista civica “Insieme per Santa Lucia”, battendo tutta la partitocrazia e riaffermando la sua peculiare leadership. In sostanza questo Sindaco ha preso a pretesto la festa della Repubblica italiana [VEDI QUI] per dire che essa ha fallito i suoi obiettivi, e poiché prigioniera della burocrazia e di una classe politica impresentabile e inefficiente, altro non rimane che l’indipendenza del Veneto.

In ciò spiazzando tutti gli ex indipendentisti oggi autonomisti destinati alla delusione, che con varie argomentazioni hanno voluto incistarsi nelle “nemiche” istituzioni italiane con il fine di modificarle dal di dentro. Immemori o del tutto ignari di quanto hanno testimoniato illustri personaggi che hanno fatto la storia come Niccolò Machiavelli (Il Principe – 1513): «Va ricordato che nulla è più difficile da pianificare, più dubbio a succedere o più pericoloso da gestire che la creazione di un nuovo sistema. Per colui che lo propone ciò produce l’inimicizia di coloro i quali hanno profitto a preservare l’antico e soltanto tiepidi sostenitori in coloro che sarebbero avvantaggiati dal nuovo.» o Giordano Bruno (1600): «Ho sbagliato quando ho creduto di chiedere proprio a Voi, di condannare un sistema di arbitrio, di sopraffazione, di violenza… che mortificazione… chiedere a chi ha il potere di riformare il potere! Che ingenuità!»

In sostanza si è trattato di una “prova d’orchestra”. Non sapendo quanto seguito poteva avere a Santa Lucia di Piave, né da lì in tutto il Veneto, Riccardo Szumski non ha propagandato un “progetto politico-istituzionale” innovativo. Non ce l’ha! Né probabilmente quel pubblico era preparato per averlo. Meglio seguire un “Capo”. E per il “Condottiero”, meglio lasciare tutto nel vago. Niente partito (questo l’abbiamo scritto noi ad abundantiam). Meglio la creazione di Unità locali (e per unità, anche una sola persona può andar bene. Un po’ come i “bonavoglia”. I rematori ad ingaggio della Repubblica di Venezia), anche questo potrebbe somigliare a “organizzazioni per singola questione” di cui abbiamo più volte scritto. In ogni caso Szumski si propone sicuramente meglio dei sussiegosi professori (sempre gli stessi) di “Anv asenblèa nasionałe veneta” e di “Nuova Costituente” che sinora hanno prodotto solo dotte conversazioni tra loro coinvolgendo il grande pubblico solo come spettatore.

Lasciata nel vago la possibilità per il Sindaco-medico Riccardo Szumski di partecipare alle imminenti elezioni regionali venete. Appare ovvio che vi parteciperà, ma solo se gli sarà possibile, considerato che all’inizio del suo intervento ha sottolineato che lui è lì perché ha vinto le elezioni “contro tutta la partitocrazia”. E che è da quel “pulpito” che può predicare. Se poi, avventurosamente, dovesse sedere in Consiglio regionale… beh! abbiamo già visto illustri precedenti omologarsi. Essi sono così numerosi che citarne alcuni si rischierebbe di scordarne altri, tanti sono.

In un’intervista del 6 Aprile 2020 [VEDI QUI] l’Ing. Fabio Castellucci dichiarava tra l’altro: «Ma proseguiamo con i “personaggi in cerca d’autore”: Riccardo Szumski, il Sindaco-medico del Comune di Santa Lucia di Piave (TV), molto amato non solo dai suoi concittadini che ripetutamente lo hanno confermato nella carica, ma per le sue dichiarazioni e i suoi atteggiamenti apprezzato dal mondo indipendentista veneto. Ebbene, forse nessuno è al corrente che circa tre anni orsono fu avvicinato da due federalisti che gli suggerirono di modificare lo Statuto comunale di S.L. di Piave. Dopo aver faticato un po’ (non a comprendere, perché aveva capito benissimo) nel continuare a negare la possibilità di farlo, da buon “democristiano” disse che se ne poteva parlare dopo l’ennesima sua rielezione. Ad oggi, pur rieletto l’11 giugno 2017, nulla ha fatto. Pare che Szumski sia arrivato ad essere indipendentista ma non apprezzi la democrazia diretta, e la sovranità popolare. Preferisce le operazioni di facciata come il matrimonio alla veneta [VEDI QUI]. Insomma fa l’indipendentista veneto a parole, ma nei fatti quale indipendenza risulterebbe per suo tramite? La controprova dei miei dubbi risiede nel fatto che da Sindaco può controllare la sua maggioranza, e questa potrebbe benissimo alla prima riunione del Consiglio comunale introdurre nel suo Statuto le modifiche da noi auspicate. Dunque perché sinora non l’ha fatto?»

Nel contesto attuale Szumski ha fatto una buona mossa, forse l’unica: «Se volete io sono a disposizione.» Quindi: «Se non funziona non sarà per colpa mia.» Così non rischia di bruciarsi con l’accozzaglia degli indipendentisti indifferenziati. Questo depone a favore della sua capacità ed esperienza politica a non farsi assimilare ad Antonio Guadagnini e sodali, pseudo autonomista sulla via dell’indipendenza.

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