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Lavoro 2020, italia a picco: oltre 10 milioni di cassintegrati

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di REDAZIONE

Il Rapporto annuale sul mercato del lavoro è frutto della collaborazione tra Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Istat, Inps, Inail e Anpal, ci racconta che nel 2020, le misure adottate per rispondere alla tragica farsa pandemica dovuta al Covid-19 ha condizionato in maniera cruciale gli sviluppi dell’economia e della società, in Italia come nel mondo intero. L’emergenza sanitaria introdotta da oltre un anno, e la conseguente sospensione delle attività di interi settori produttivi, hanno rappresentato anche nel nostro Paese uno shock improvviso e senza precedenti sulla produzione di beni e servizi e, di conseguenza, sul mercato del lavoro. In particolare nel secondo trimestre 2020 si è assistito a un crollo dell’attività economica, seguito da un recupero, per certi aspetti superiore alle aspettative, nel terzo trimestre e una nuova riduzione nel quarto dovuta alla recrudescenza della diffusione dei contagi.

ECCO I NUMERI IN SINTESI:

Tra marzo e settembre sono stati più di 6 milioni i lavoratori che hanno avuto almeno un trattamento di Cassa integrazione, con un numero medio di ore integrate pari a 263. Il picco di lavoratori sospesi è stato registrato nel mese di aprile: 5,3 milioni con una media pro capite di 108 ore integrate. Un trend che a settembre ha registrato un rallentamento (i cassintegrati sono risultati poco meno di un milione). Ad aprile il 45% dei lavoratori in Cig risultava “a zero ore”, mentre a partire da giugno tale quota si è ridotta scendendo sotto il 20%. Circa la metà dei cassintegrati non è più stato sospeso dopo maggio. “Gli interventi adottati in materia di lavoro e reddito per fronteggiare l’emergenza Covid-19, gestiti da Inps, hanno comportato una spesa di oltre 27 miliardi fino a novembre 2020, per più di due terzi destinata alla Cassa integrazione”, rileva il rapporto. “Alla stessa data, oltre 10 milioni risultano i beneficiari effettivi“.

In questo difficile contesto, il Rapporto fornisce elementi di riflessione, basati sull’evidenza empirica e sul rigore analitico, che portano dritto verso una sola conclusione: l’Italia è spacciata.

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