Le confusioni sul federalismo generano Stati ancor più centralisti

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di ENZO TRENTIN Malgrado il tema sia nell’agenda politica da decenni, la questione federale, confederale, ed ora neo-federale, è ancora un argomento impreciso nella percezione della maggior parte della cosiddetta opinione pubblica. E ciò non deve sorprendere, poiché le forze politico-economiche oggi dominanti non hanno interesse a che la materia sia chiarita. Sulla teoria neo-federale di Gianfranco Miglio, Alessandro Vitale (che fu uno dei suoi ultimi allievi) ha scritto: “Secondo Miglio «Il nuovo federalismo che sta dilagando in tutto il mondo, ha un’origine totalmente opposta rispetto a quella da cui nasceva il federalismo “tradizionale”. Mentre, ancora nel secolo scorso, il problema dominante era come fare di ogni pluralità di paesi minori un più o meno grande “Stato nazionale”, oggi la questione cruciale è come restituire, o assicurare, alle convivenze particolari il diritto a conservare e sviluppare la loro identità nel quadro dei sistemi economico-politici non dominati dai principi dell’unità o dell’omogeneità». Per Miglio il vecchio federalismo era uno strumento tollerato per generare presto o tardi…

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