di MATTEO CORSINI
Non sono particolarmente appassionato alla questione del rafforzamento delle autonomie regionali, ma trovo sempre stucchevoli le difese del centralismo che, guarda caso, provengono da autori meridionali(sti). Da ultimo, Guglielmo Forges Davanzati, Professore associato di Economia Politica Università del Salento, in un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore, auspica un percorso inverso, ossia un maggiore accentramento decisionale a Roma.
Scrive Forges Davanzati:
“Il progetto di regionalismo differenziato è un segnale della rottura di quello che si potrebbe definire il “patto implicito” che ha tenuto insieme Nord e Sud del Paese, ovvero un patto basato su una divisione del lavoro che ha storicamente visto le imprese del Nord produrre e vendere a beneficio dei consumatori residenti nelle regioni meridionali. Questo patto, al netto degli aspetti formali e della Costituzione vigente, ha consentito all’intero Paese di mantenere la sua unità sostanziale.
Il solito “illuminato dirigista” che pensa di porre “altruisticamente” rimedio agli errori del mercato. Errori ovviamente consistenti nel mancato assistenzialismo verso imprenditori di imprese decotte e burocrati che ne gestiscono gli approvvigionamenti (con qualche briciola offerta anche al popolo bue). Ammesso e non concesso che il buon Davanzati avesse ragione, preferirei sempre vivere libero ed un po’ più povero che schiavo per un po’ più di benessere.
Non esiste la Padania, è un’invenzione di quel lombardo di Bossi.
W il Veneto indipendente.
Tutti quelli, e sono milioni, che in qualche modo sono legati alla politica e alle strutture pubbliche centrali e periferiche a qualsiasi livello, e da esse traggono ovviamente lustro di posizione e sicuramente benefici che li tranquillizzano, non possono che auspicare la continuità del sistema…così si è consolidata l’Italia “unita”, che ha annullato ogni aspirazione dei popoli costretti nello stesso recinto corrompendoli e fiaccandone le energie e le potenzialità originarie, e impedendo loro di ritrovare se stessi…fino a quando? “Fratelli d’Italia” massoni, ovviamente…e pensano facendocelo obbligatoriamente cantare che basti…