di EMILIANO BAGGIANI* Dopo il referendum in Veneto che ha delineato la chiara volontà dei veneti di riprendersi l’indipendenza dopo la vergogna unitaria, la Lega , strumento a libro paga di Roma, si è prontamente attivata per” consumare” il consueto “canovaccio”, che va avanti da 25 anni e passa, che consiste nel disinnescare la “bomba” pronta ad esplodere dell’indipendentismo nelle popolazioni del nord della penisola. In poche settimane i veneti sono riusciti ad organizzare un referendum che ha stabilito in maniera inequivocabile il desiderio di quella popolazione di distaccarsi da questo stato dal bilancio, economico ma sopratutto morale, fallimentare. In poche settimane i veneti sono riusciti a mettere a segno un risultato politico ben chiaro. Ottenere un risultato chiaro: cosa che non è mai riuscita alla Lega (ma noi pensiamo che non abbia voluto deliberatamente, eterodiretta politicamente da poteri “altri”) in quasi tre decenni. Prontamente il prode Salvini, volendo intercettare questo malcontento, ha voluto riproporre la consultazione in Lombardia, manco a dirlo derubricata all’ottenimento di…















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