L’EPOPEA DI CLINTON? FALSA PROSPERITÀ BASATA SULLE BOLLE FINANZIARIE

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di DAVID STOCKMAN Hillary Clinton, in campagna elettorale, ebbe a dire: «Metterò mio marito a capo della rivitalizzazione dell’economia perché lui sa quello che sta fa». In realtà la presunta prosperità degli anni ’90, è stata garantita da Alan Greenspan, e non in senso buono. L’era della prosperità tecnologica s’è dimostrata in realtà il solito crack-up boom. Cioè, un simulacro di prosperità; un artefatto dell’inflazione monetaria e della speculazione finanziaria. Non solo era insostenibile, ma era certo che si sarebbe ritorta contro la nostra economia, e l’ha fatto col doppio dell’intensità prevedibile. Il boom di Greenspan era la fonte delle tossine finanziarie che hanno afflitto questo secolo. Mi spiego, le implosioni immobiliari e del credito dopo il 2007, il crollo del mercato azionario e il crollo delle bische clandestine a Wall Street nel 2008-2009, l’economia di Main Street in stallo dopo la crisi, gli indicibili guadagni inattesi per l’élite finanziaria grazie alla Nirp e al Qe, e la disperazione dell’entroterra statunitense che ha dato carburante alla campagna elettorale…

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