L’europeismo che piace tanto ai carrieristi della burocrazia

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di MATTEO CORSINI “L’Europa non è il problema ma una delle soluzioni. Abbiamo bisogno di un’Europa più forte, più solidale, più prospera e più giusta”. Michael Roth e Thierry Repentin – che hanno pronunciato queste parole – sono ministri degli affari europei di Germania e Francia. Nel loro caso, come in tanti altri, le dichiarazioni solenni sono tanto dense di retorica quanto vuote di contenuti concreti. Se uno sostiene che “l’Europa non è il problema ma una delle soluzioni” dovrebbe anche spiegare perché la pensa in quel modo. La cosa varrebbe anche in caso contrario, ossia se uno ritenesse che l’Europa non è la soluzione ma uno dei problemi. I due ministri, però, si limitano a fare affermazioni che probabilmente ritengono essere autoevidenti, ma che in realtà non lo sono. Nello stesso contesto hanno anche affermato: “Dobbiamo ridare vitalità all’Europa della solidarietà”. E per quale motivo? Non lo dicono. Ancora: “A lungo l’Europa sociale non è stata altro che un argomento per discorsi altisonanti”. Questo…

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