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L’Inghilterra conferma: inoculati o meno, la carica virale è la stessa

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di FRANCESCO SANTORO

Anche il governo inglese non mi sembra molto disponibile a una informazione semplice e sufficientemente chiara. I dati pubblicati relativi ai ricoveri e ai decessi tra gli inoculati e non inoculati infettati dalla mutazione indiana (oltretutto presentati in modo aggregato e divisi solo tra under e over50), possono indurre a mio avviso a una errata interpretazione.

L’errore è sempre lo stesso che ho evidenziato in altri miei post dove analizzo i dati ufficiali dei governi e consiste nel considerare periodi ampi che comprendono diversi scenari, in cui ad esempio vi sono momenti con inoculazioni sulla popolazione numericamente basse, mentre i decessi e i ricoveri risultano molto alti (vedi figura 1 del post).

L’altro “errore” (chiamiamolo così) è quello di continuare a mischiare i casi dei 50enni con quelli degli 80enni, quando sappiamo benissimo che le varie fasce d’età hanno rischi molto diversi.

Comunque, anche senza tener conto del modo in cui vengono rappresentati i dati, da questo ultimo report ufficiale del governo inglese, emergono per me due conferme (ognuno faccia calcoli e valutazioni proprie):

  • 1. Dalla tabella 5 a pagina 18, anche questi numeri ufficiali del governo inglese, certificano che sotto i 50anni, non è dimostrano alcun beneficio nel farsi inoculare, anzi vale il contrario (vedi la tabella riassuntiva che ho elaborato in figura 2 del post.). Inoltre direi, che sull’altro piatto della bilancia, i rischi (nonostante vengano dall’informazione censurati) sono a mio avviso inaccettabili.
    2. Il governo inglese dichiara per la prima volta che: “I test hanno dimostrato che la carica virale è simile tra inoculati e non inoculati”. (QUI LA FONTE DEI DATI)

Direi che per me tanto basta a confermare e dimostrare l’irrazionalità scientifica di alcune scelte e l’inganno di determinati obblighi.

I DUE GRAFICI

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