L’ITALIA HA BISOGNO DI UNA MASSICCIA DOSE DI CAPITALISMO

di MARCIA KRISTOFF-KURAPOVNA C’è una repulsione intellettuale ed emotiva particolare che viene leggendo del ciclo infinito di problemi economici e politici in Italia – che abbiano a che fare con il quasi collasso della banca più antica del mondo o con l’effettiva paralisi dell’industria italiana a livello nazionale. Nonostante questo stato quasi permanente di cose, l’impressionante patrimonio culturale del paese evoca ancora un timore tale che si mantiene un’idea metafisica di Italia, completamente diversa dalla realtà concreta, dominata da un Circo Massimo Romano che si traduce in un quotidiano annientamento. Se vi è, tuttavia, uno standard storico guardando al quale l’Italia contemporanea potrebbe rilanciare il suo potenziale di benessere, la sua eccellenza industriale e la sua morale imprenditoriale, non c’è bisogno di guardare indietro fino al periodo d’oro delle città-stato – basta fermarsi al XX secolo. Infatti, è durante il secolo scorso che in Italia fiorì un ideale rinascimentale che esaltava il visionario individualista e l’esteta-inventore, e ciò nonostante gli sconvolgimenti ideologici, le guerre mondiali,…

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