L’Italia e Berlusconi: un passato che non vuol passare mai

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del DIRETTORE Da queste colonne abbiamo poco da dire rispetto a ciò di cui tutti i media italiani e non solo stanno parlando, vale a dire la condanna definitiva di Silvio Berlusconi a quattro anni di carcere nel processo sui diritti Mediaset, condanna accompagnata però dalla decisione di ricalcolare l’interdizione dai pubblici uffici, il che richiederà almeno sei mesi di tempo. Abbiamo poco da dire, anche perché tutti stanno dicendo di tutto e sinceramente poco ci importa delle sorti giudiziarie di Silvio Berlusconi. L’unica considerazione che, dal nostro punto di vista, merita di essere fatta è che l’Italia è un paese sempre più decotto, senza futuro e senza speranza, uno Stato marcio e ladro dove la sua presunta classe dirigente dovrebbe seriamente pensare al “dopo”, cioè a come organizzare quel che verrà dopo l’Italia, e invece è ancora una volta bloccata intorno al destino di un uomo che, proprio da vent’anni, catalizza ogni interesse, sclerotizza gli schieramenti fra amici e nemici, e nella sostanza congela…

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