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Lombardia, il referendum per l’autonomia previsto per il 2016

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regione lombardiadi FRANCO CAGLIANI

«Abbiamo chiesto ad un istituto di ricerca di chiedere ai cittadini lombardi cosa ne pensino della Lombardia a statuto speciale ed è emerso che nel 2014 era d’accordo solo il 41% dei cittadini, oggi il 58%. Un dato di crescita significativo. Questo perché quando spieghiamo cosa sarebbe la Regione a statuto speciale e quali sono i benefici che ne avrebbe la gente si convince. Ogni cittadino lombardo paga una media di 3500 euro di tasse, contro una media nazionale di 2500, ma riceve molto meno di altri».

Così afferma Roberto Maroni interpellato sul referendum per l’autonomia votato, recentemente, dal Consiglio regionale lombardo. Referendum che, per “motivi di ordine pubblico”, non potrà svolgersi durante il periodo dell’xpo e che quindi dovrebbe tenersi nel 2016, in occasione delle amministrative, chiede qualcuno, così da evitare costi troppo elevati.

Il “Referendum per l’autonomia” è osteggiato da tutta la sinistra lombarda e da alcuni gruppi indipendentisti. Maroni, però, ne è convinto: “«La Lombardia ha un residuo fiscale, ovvero la differenza tra quanto versiamo in tasse e quanto riceviamo dallo Stato in servizi, di 54 miliardi, più di 1 miliardo a settimana di differenza. Se potessimo tenerci i nostri soldi avremmo risolto tutti i nostri problemi. Ma per fare questo – ha concluso – occorre che la Lombardia diventi una Regione a statuto speciale e il referendum serve per far sentire a Roma la voce dei cittadini lombardi».

 

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