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Matteo salvini: a pontida festeggeremo la nuova lega italiana

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pontidatricoloredi MARIETTO CERNEAZ

Saranno contenti i fascisti che da fine anni Novanta bazzicano dentro la Lega Nord, ma sarà contentissima anche Giorgia Meloni, che non è da escludere che sul palco di Pontida, terra di giuramenti abiurati, possa essere accolta come una novella Giovanna d’Arco. Finalmente, sul pratone dei Buoni del Tesoro fasulli (che ancora gridano vendetta) sarà la festa dell’italianità

Intervistato dopo il successo elettorale, ieri Matteo Salvini è stato perentorio: “E comunque diciamolo: la Lega non è più un partito del Nord. È un grande partito anche dove tradizionalmente era piccola, come nelle regioni ex rosse. Sto guardando i dati delle comunali. Andiamo bene dappertutto: vinto al primo turno a Bondeno, il nostro comune simbolo in Emilia, al ballottaggio a Lecco, dove ci davano per sconfitti, eccetera. A questo punto appuntamento a Pontida il 21 giugno, per la nostra festa che non è più soltanto la festa del Nord. E sarà una bella giornata”. 

Non c’è più spazio per i nostalgici dei discorsi del “Senatur”, in cui “Roma era ladrona”. Su quel triangolo di prato rimasto di fianco ad un supermarket, il “Sole delle Alpi” verrà una volta per tutte inglobato nel verde del tricolore, lascerà spazio al “Mare Nostrum”. In fondo, Salvini piace ad uno degli italianisti più intransigenti come Pietrangelo Buttafuoco, che di lui ha scritto: “La destra di Matteo Salvini è essenzialmente questo: ridare fisicità a un blocco popolare maggioritario nel Paese che, nel giro di pochi anni, si è trovato defraudato di partiti, leader e della legittima e tutta politica rappresentanza dei propri interessi. Necessità che, in questo caso – e ci tornano in mente i pochi campioni del sovranismo nostrano, ovvero Enrico Mattei e Bettino Craxi – si connettono fatalmente con gli interessi del Paese. (…) Il ritorno alla politica a destra è questo. Ridare una casa agli italiani”.

La ruspa, in attesa che spazzi via i campi rom (altra promessa ripetuta negli anni e mai mantenuta) per ora spazza via la Padania. Salvini aspetta tutti i nuovi leghisti-sudisti a Pontida, per una kermesse molto diversa dal solito, anche se lo sbarco al Sud ha portato meno voti di quel che lui s’aspettava. Non resta che attendere che, in quel di Legnano, Alberto da Giussano lasci il posto a Giuseppe Garibaldi, eroe degli immondi che al Cinghialone piaceva tanto. 

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5 COMMENTS

  1. Quanto livore sterili sia nell’articolo sia nei quattro commenti, non reputo che tali sentimenti porteranno niente di utile e costruttivo

  2. Aggiungo la mia solita predica. Buttafuoco è stato citato a proposito … Purtroppo molti insubri hanno un pò troppa intimità con questi italianisti di estrazione fascioitalica, mascherati da sostenitori della “Italia delle mille patrie”. Compresi personaggi dal cognome pelasgico che si vantano di essere “talebani”.

  3. Peccato che invece “Noi con Salvini” abbia ottenuto risultati da prefisso telefonico al Sud. Ha ottenuto ottimi risultati al cosiddetto “centro” ma, anche se Salvini non lo sa, il consenso leghista (comunque drogato da tematiche sacrosante ma che si prestano a una lettura nazionalpopolare italica) si ferma al confine dell’Italia comunale, che poi è anche un confine etnico (con moltissime precisazioni, potremmo definirla “Italia” celto-germanica, e so quello che dico, non aggreditemi con le solite ironie italianiste). Ma il buon Matteo probabilmente non lo sa. Al Liceo Classico si studia solo il Mediterraneo e non so se lui abbia assimilato bene lo stesso Liceo.

  4. Sono solo fanfaronate saliniate, può dire quello che vuole, ma la realtà è ben diversa, in Puglia ha preso il 2,5%.

  5. Ed alla fine il prode Salvini è sfociato nel bifolchismo ignorante che poi ha caratterizzato, purtroppo, il declino e la progressiva rimozione, dalla lega, di tutti gli ideali.

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