di ALTRE FONTI “I lavori della Linea C stanno andando avanti. Entro il 2012 pensiamo di ultimare e aprire al pubblico la tratta Montecompatri-Centocelle. Da qui a fine consiliatura incrementeremo del 50 percento l’attuale rete metropolitana”. Così parlò Antonello Aurigemma, assessore alla Mobilità di Roma Capitale durante l’amministrazione di Gianni Alemanno. Parole che oggi, dopo due anni esatti, rimangono tali. La Linea C della metropolitana di Roma, il più grande e costoso cantiere pubblico d’Europa, rimane ancora un mistero. Tra escavatori e trivelle, a progredire, più delle gallerie, sono i costi. Nel 2004 il Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) sblocca i fondi necessari e definisce la previsione di spesa in 3 miliardi e 47 milioni di euro. Cifra di per sé già considerevole, se non fosse che una relazione della Corte dei Conti, nel dicembre 2011, parla di spese ormai divenute ingestibili, che sfiorano i 6 miliardi di euro. La terza linea della Capitale diventa un pozzo senza fondo, dove i soldi spariscono e…















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