MI RACCOMANDO, NON COMPRATE I TITOLI DI STATO

di AURELIO MUSTACCIUOLI*

Comprare titoli di stato vuol dire favorire la crescita di spesa pubblica che il debito pubblico finanzia. Da un lato si affida il ruolo di far fruttare le proprie risorse alle incapaci mani dello stato. Dall’altro si favorisce lo statalismo, si penalizzano le future generazioni e si pongono le basi per perdere la libertà.

Se non volete farlo per questi nobili motivi, fatelo per proteggere i vostri risparmi. Lo stato è prossimo al default. Investite su voi stessi.

Ecco cosa scrive Rothbard sul debito pubblico in “Man, Economy and State”.

  • “Una transazione che ha come oggetto i titoli del debito pubblico è alquanto differente da una transazione finanziaria conclusa da soggetti privati. In quest’ultima abbiamo un creditore con una bassa preferenza temporale che scambia un bene presente (il denaro) con uno futuro (una promessa di pagamento) avendo come controparte un debitore con una più alta preferenza temporale.
  • Nel primo caso invece è il governo a ricevere il bene presente (cioé il denaro) dai creditori, ed entrambe le controparti sono consapevoli che il bene futuro (il denaro che verrà restituito) non uscirà dalla tasche dei politici e dei burocrati che lo hanno preso in prestito ma dai portafogli saccheggiati degli cittadini che un domani avranno la sventura di essere assoggettati allo Stato.
  • Il governo ottiene infatti i soldi solo attraverso la coercizione fiscale. I suoi creditori, lungi dall’essere innocenti, sanno benissimo che i propri proventi futuri saranno il prodotto di tale coercizione. In breve, i creditori dello Stato prestano volontariamente i soldi al governo adesso per ricevere parte del futuro saccheggio fiscale.
  • Tutto ciò va contro il libero mercato, contro i principi che sottostanno a una genuina e volontaria transazione privata. Entrambe le parti stanno contraendo immoralmente un accordo in violazione dei diritti di proprietà dei futuri cittadini. Entrambe le parti, quindi, si stanno mettendo d’accordo per spartirsi la proprietà di altre persone, e meritano pertanto tutta la nostra riprovazione.
  • La transazione che coinvolge il debito pubblico è in sostanza un accordo non dissimile da quello che unisce un gruppo di rapinatori che decidono di dividersi in anticipo la refurtiva”.

*FONDATORE DI FORZA GUARDIANA

Rubriche Denari