MONSIGNOR VILLAROEL: IL VENEZUELA È UN CAMPO DI CONCENTRAMENTO

di LEONARDO FACCO “A Caracas si tenta di mantenere la normalità, perché ci sono sei milioni di persone, ma quando si va all’interno del Venezuela, si scopre che la realtà è molto più difficile”, dice Monsignor Jaime Villarroel. “Non c’è cibo, nemmeno arriva perché  il governo ha distrutto tutto l’apparato produttivo del Venezuela, l’agricoltura in primis. Ha confiscato milioni di ettari di terra che sono stati abbandonati. Quando questo regime è arrivato 20 anni fa, il Venezuela produceva l’80 per cento di tutto ciò che consumava. Oggi, il Venezuela non produce nemmeno il 20% di quello che consuma”. Inizia così il racconto del vescovo di Carúpano, una città venezuelana che si trova nel nord-est del paese e che “soffre per la mancanza di cibo, di medicine, e per la repressione di Maduro…”, che dipinge un ritratto drammatico della situazione all’interno del paese, oltre la capitale. Racconta Monsignor Villarroel che “le famiglie sono divise, perché la disperazione porta i giovani a lasciare le loro case e,…

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