di ALTRE FONTI Non era tentata concussione. E non è nemmeno tentata estorsione. Quello che Elena Zanola ha fatto, nella battaglia contro la discarica di rifiuti di Vighizzolo, non rientra in nessuna delle due fattispecie. A sostenerlo, nelle motivazioni dell’ordinanza con la quale lo scorso giovedì ha revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari, è il Tribunale del Riesame. Il sindaco di Montichiari resta accusato dal sostituto procuratore Michele Stagno di aver fatto ricorso a mezzi illeciti per costringere la proprietà della discarica di Vighizzolo alla stipula di una convenzione compensativa in grado di ristorare la comunità del disturbo ambientale provocato dall’impianto. Di averci provato con pressioni che prendevano di volta in volta le sembianze di atti formali, quali ordinanze di chiusura; ma anche di manifestazioni pubbliche; se non di esposti in Procura, elaborati sul presupposto di certificati, documenti e denunce false o falsificate. Per il gip che il 18 settembre scorso ha disposto la sua custodia cautelare ai domiciliari, Zanola voleva arrivare a gettare…















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