NERO E LIBERO: IL LIBERTARISMO AFRO-AMERICANO

di PAOLO L. BERNARDINI Lo spettacolo tristissimo del mondo “inginocchiato”, del “Black Lives Matter”, giunge come una ciliegina sulla torta dello stupro della libertà trionfalmente compiuto in tutto il mondo “libero” tra marzo e maggio 2020, per riaffermare il potere dell’autorità governativa sull’individuo indifeso, e parzialmente complice; una reazione collettiva di attacco a quell’autorità costituita, la polizia, che è la stessa che ha costretto a casa – impotente braccio armato del sistema – milioni di persone apparentemente in grande parte accondiscendenti, e zelanti osservatori di norme grottesche: parafrasando il detto “più realista del re”, “più statalisti dello stato”. E allora l’isteria collettiva che coglie il mondo fattosi difensore di delinquenti caduti sotto il braccio violento della legge può leggersi come psicodramma, come atto catartico nei confronti di quell’autorità oppressiva che era stato finora ossequiata ed adorata come “custode della legge”. Di nuovo, il mondo progressista e collettivista si fa difensore (non sempre richiesto) della causa dei neri americani, che sono 50 milioni, il 15% degli…

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