Padania sì, Padania no: sicuri che il problema sia proprio questo?

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di GIANLUCA MARCHI L’articolo di ieri di Gilberto Oneto, che ha tracciato un inventario di quel che c’è nel mondo autonomista-indipendentista (un quadro realistico e desolante, se non fosse per il sentimento che pervade ancora molte persone), non ha mancato di sollevare il solito dibattito fra padanisti e non padanisti. C’è chi crede che la Padania sia ancora una prospettiva utile e necessaria per mollare definitivamente l’Italia – e l’amico Gilberto è sicuramente fra questi – e c’è invece chi vede la Padania come il fumo negli occhi, timoroso com’è che un presunto milanocentrismo sia addirittura peggio del romacentrismo. Diciamo che, per gli anti-padani, molto ha influito l’esperienza negativa della Lega Nord, che è stata l’artefice del recupero e dell’affermazione di questa entità. I più scatenati contro la Padania sono soprattutto i Veneti, spesso ex leghisti, che magari soffrivano ma non si lamentavano più di tanto quando militavano in un movimento che imperversava in tutto il Nord al grido di “Padania libera” e che ora…

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