PER I COMUNISTI LE DONNE ERANO CONSIDERATE DELLE MISERABILI

di CHELSEA FOLLET* Il centesimo anniversario della Rivoluzione Russa ha portato con sé una grande falsificazione storica. Forse il più assurdo esempio di questa mistificazione è un pezzo del New York Times che ha sostenuto che le donne nel blocco comunista “godevano di molti diritti e privilegi sconosciuti nelle democrazie liberali del tempo”. La realtà delle economie centralmente pianificante è incredibilmente sessista, non importa quanto esaltino la parità di genere a parole. Quando non vi sono incentivi di mercato a soddisfare i bisogni umani, sono i bisogni delle donne ad essere dimenticati per primi. Le fabbriche comuniste non riuscivano a produrre neanche le cose più elementari per le donne. “In tutti quegli anni, il comunismo non si dimostrò capace di produrre un semplice assorbente, una pura necessità per le donne,” ha scritto Slavenka Draculić. In Come siamo sopravvissute al Comunismo riuscendo persino a ridere, ha fatto la cronaca delle umiliazioni ogni giorno sofferte dalle donne in Ungheria, Polonia, Cecoslovacchia, Bulgaria, Germania Orientale e nella sua nativa…

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