di GIORGIO CALABRESI In Italia 9,24 milioni di persone sono in condizioni di difficolta’: ai “semplici” disoccupati vanno aggiunte ampie fasce di lavoratori, con condizioni precarie o economicamente deboli che estendono la platea degli italiani in crisi. E’ quanto sostiene il Centro studi Unimpresa sulla base dei dati Istat. Un’enorme “area di disagio”: ai 3,2 milioni di persone disoccupate, bisogna sommare anzitutto i contratti di lavoro a tempo determinato, sia quelli part time (640mila persone) sia quelli a orario pieno (1,57 milioni); vanno poi considerati i lavoratori autonomi part time (829mila), i collaboratori (351mila) e i contratti a tempo indeterminato part time (2,6 milioni). Questo gruppo di persone occupate – ma con prospettive incerte circa la stabilita’ dell’impiego o con retribuzioni contenute – ammonta complessivamente a 5,9 milioni di unita’. Il totale del’ area di disagio sociale, calcolata dal Centro studi Unimpresa, comprende dunque 9,24 milioni di persone. Secondo lo studio, “il deterioramento del mercato del lavoro non ha come conseguenza la sola espulsione degli…















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