PRETENDEVA DI GUIDARE IN ARABIA: DONNA CONDANNATA A 5 ANNI E 8 MESI

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di REDAZIONE

L’Arabia Saudita è un inferno per la libertà, una geenna in cui si governa secondo i dettami di quella che qualcuno definisce la religione di pace. Fatto sta che Loujain al-Hathloul, che ha compiuto 31 anni in carcere lo scorso 31 luglio, era stata accusata di “incitamento a cambiare le regole del Regno” e di aver lavorato con la sua attività online, per introdurre una “agenda straniera” in Arabia Saudita. Il giudice l’ha ritenuta colpevole di aver violato l’articolo 43 della legge antiterrorismo.

Ora, sappiamo che le hanno comminato 5 anni e 8 mesi di carcere: è arrivata ieri la pesante sentenza di condanna per l’attivista per i diritti delle donne, rinchiusa in galera dal 2018, dopo essere stata protagonista di una campagna per il diritto di guidare l’automobile. Il verdetto è stato riportato dai siti informativi Sabq e al-Shark al-Awsat.

Secondo quanto riporta il quotidiano l’Avvenire, “la corte ha scontato dalla condanna gli oltre 2 anni e mezzo che la donna ha già trascorso in carcere, e in più ha concesso una sospensione della pena di due anni e 10 mesi, che in base alla legge sarà considerata nulla se la giovane tornerà a commettere altri reati. Secondo quanto ha scritto su Twitter la sorella minore Lina al-Hathloul, Loujain potrebbe quindi tornare libera già a febbraio 2021”. Manco si trattasse di un trattamento di favore.

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