LA BANALITÀ DEL MALE: IL WASHIGTON POST STRIZZA L’OCCHIO AL VENEZUELA

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di ARTURO DOILO Non è da piccoli trionfi che la libertà del Venezuela sarà recuperata. Ciò che il Washington Post ha proposto nel suo editoriale, ovvero che L’elezione palesemente truccata del Venezuela pone un banco di prova per Biden èben diverso da ciò di cui i venezuelani, oggi ostaggio di Nicolás Maduro, hanno veramente bisogno. L’intero editoriale della testa Dem americana è, infatti, piuttosto problematico. Incolpare le sanzioni per il dramma umanitario che persiste nel paese latinoamericano significa assolvere i veri responsabili (VEDI QUI). Se oggi milioni di venezuelani sono fuggiti dal loro paese, non è a causa di sanzioni progettate chirurgicamente per abbattere la nomenclatura del regime. È, infatti, dovuto alla completa distruzione dell’apparato produttivo. E tutto ciò è iniziato molto presto, ai tempi di Chávez, anche se è impossibile riconoscerlo per la sinistra radical-chic. Molto prima che la prima sanzione fosse imposta dal governo Barack Obama (sì, Barak Obama!!!), nel 2014, il Venezuela stava attraversando tempi molto difficili, segnati dalla carenza e dalla fuga precipitosa delle multinazionali….

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