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Primarie usa, sanders: il socialista americano che vende le solite illusioni

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SANDERS-CLINTONdi MATTEO CORSINI

“Lasciate che io sia molto chiaro, non c’è giustizia quando oggi c’è più diseguaglianza di reddito e ricchezza in America che in ogni altro grande Paese della terra. E quando un decimo dell’1% al vertice in questo momento possiede quasi tanta ricchezza quanto il 90% al fondo. Non c’è giustizia. Siete pronti per un’idea radicale? Insieme possiamo creare un’economia che funzioni per tutti e non solo per l’1 per cento. Noi alzeremo il salario minimo a 15 dollari all’ora. Introdurremo l’equità nella paga per le donne. Dato che c’è bisogno della forza lavoro meglio istruita del mondo, sì, renderemo i college pubblici e le università gratuite. E per i milioni di americani che stanno lottando con un orrendo livello di indebitamento studentesco, noi alleggeriremo sostanziosamente quel fardello. In America le persone non dovrebbero essere rovinate finanziariamente per decenni per il crimine di cercare di ottenere un’istruzione più elevata. È assurdo”. Bernie Sanders è in corsa per le primarie nel partito democratico statunitense ed è il principale rivale di Hillary Clinton. Sanders si autodefinisce socialista e pare stia riscontrando successo soprattutto tra i giovani.

La cosa non mi stupisce più di tanto, dato che Sanders utilizza argomentazioni che, da sempre, fanno presa sui giovani. La cosa peggiore è che spesso quegli stessi individui che da giovani fanno i socialisti “puri”, quando assumono il potere diventano la quintessenza del corporativismo, o “crony capitalism” come direbbero negli Stati Uniti. Alla base di tutto resta l’idea che sia possibile istituire politicamente una serie di diritti che, per essere esercitati da qualcuno, comportano il sacrificio (involontario) di altri. E in effetti l’idea di Sanders è di finanziare i programmi di spesa pubblica tosando Wall Street e i ricchi in genere.

Altra idea di fondo è che se qualcuno ha un problema è sempre colpa di qualcun altro. Il che può essere vero, ma per questo vanno individuate le responsabilità di soggetti ben definiti, non colpevolizzate intere categorie di persone in base a indicatori piuttosto grezzi come la loro ricchezza. C’è una enorme differenza tra essere ricchi perché si ha successo scambiando beni e servizi volontariamente o perché si sono fatte rapine a mano armata.  Suppongo che anche Sanders sarebbe d’accordo su questo punto, ma se si segue la logica del suo ragionamento (e di quello dei socialisti redistributori in generale) si arriva alla conclusione che la ricchezza sia comunque una colpa per la quale essere puniti mediante il fisco.

Il messaggio di Sanders (e dei socialisti in generale) è in ogni caso illusorio. Bastiat disse che lo Stato è “la grande illusione attraverso la quale tutti cercano di vivere alle spalle di tutti gli altri”. I socialisti vendono l’illusione che qualcuno abbia diritto di vivere alle spalle degli altri. Una illusione che ha già fatto danni enormi, ma che ancora fa presa su chi crede di poter essere nel gruppo vincente.

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