sabato, Agosto 13, 2022
18.9 C
Milano

Fondatori: Gilberto Oneto, Leonardo Facco, Gianluca Marchi

Ultimi venexiani, progetto politico per l’autodeterminazione di popoli

Da leggere

serenissimaRICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Dopo le ultime votazioni regionali, se purtroppo non lo si fosse ancora compreso, si rende vitale e necessaria la costruzione di un Movimento Indipendentista Nazionale (magari anche Europeo) che pur osservando le regole politiche italiote attuali, abbia lo scopo primario di unire tutte le forze Indipendentiste in campo (separate non risolveranno mai nulla), con 2 soli obiettivi:

A) dividerci;

B) dar vita ad una costituente Unione federale o confederale di Popoli Italici e financo Europea.

Creare cioè i presupposti per una radicale riforma della società civile italiana ma anche europea tendente a riconsegnare a ciascun cittadino la sua Storia, le sue radici, il suo territorio e soprattutto la sua sacrosanta Sovranità senza dover essere rappresentato da qualcuno che potrebbe successivamente tradire le sue aspettative; ovvero puntando decisi a sistemi digitali di gestione politica di Democrazia Diretta.

Il progetto dovrebbe prevedere che di volta in volta, il Movimento in premessa, ottenuto nel proprio Comune il voto politico di maggioranza dei cittadini, possa chiedere loro (con un censimento ad hoc), a quale Popolo (secondo la propria Cultura, Storia, Lingua, Tradizioni), vorrebbe appartenere.

Alla fine del percorso censuario, di fatto, sarebbero costituite delle Comunità che, confermate dal processo democratico di autodeterminazione, avrebbero definito i relativi confini territoriali che, con successive votazioni, potrebbero anche decidere di modificare la loro scelta iniziale (in sostanza un sistema che prevederebbe dei confini territoriali ad assetto variabile che quindi verrebbero ridefiniti di volta in volta dal voto popolare sovrano).

Dev’essere chiaro a tutti gli Indipendentisti che, questo progetto politico è l’unico in grado di rendere possibile, senza spargimento di sangue, la Riunificazione di Popoli oggi divisi in più Stati o Regioni, e nel nostro caso se il voto lo vorrà RI-confermare, la RI-unificazione delle Terre di San Marco e del Popolo Marciano da Crema a Perasto.

Comitato Ultimi VeriVenexiani

- Advertisement -

Correlati

8 COMMENTS

  1. Ha ragione Fabiano!ormai e storia dei tempi andati se sono riusciti a cancellare tutto o in parte e anche colpa dei nostri avi forse gli andava bene cosi. Oggi ricordare il popolo veneto e dire la verità storica non quella che ci anno raccontato a scuola e un dovere per gli ultimi veneti rimasti ma non canbia le cose e troppo tardi. In quanto ai futuri abitanti delle terre venete saranno quelli che oggi chiamiamo stranieri! i figli sono il futuro. La speranza e nelle giovani generazioni che se insegnamo la vera storia
    Non si lascino schiavizzare. La vedo dura pero di sicuro le nuove generazioni non si lasceranno sottomettere e hanno piena ragione e non manca tanto gia a 10 anni lo capiscono non come noi blabla poi testa bassa lavora e tasi…

  2. Chiariamo, il 1420 è l’ anno dell’occupazione veneta del Friuli. Occupazione durata fino all’ occupazione austriaca; poi sono arrivati gli italiani che tutt’ora occupano la terra della Patrie furlane. Inizino intanto i vari patrioti veneti a recitare il mea culpa e chiedere scusa per i danni arrecati alla Patrie, poi si può parlare.

  3. Ribaltare il concetto secondo cui dallo stato dipendono gli enti locali. Facciamo che lo stato dipenda dagli enti locali cioè che la democrazia diretta dei comuni, su materie concordate decidano in organismi simili alle province, e che queste si coordino su materie residuali e predeterminate nello stato (veneto o altro mi sta bene tutto anche la sua negazione formale) Non è il ricordo dei temi andati che deve prevalere, quella semmai e una onorevolissima storia, ma è la progettualità presente. Quella è responsabilità diretta di chi oggi vive e decide. Oppure zitti e sopportare in silenzio please.
    No imposte dirette. No imposte patrimoniali. No sostituto d’imposta. No scuole pubbliche. No sanità pubblica. No università e ricerca pubbliche, No aggricoltura sovvenzionata, no PAC. No industria e telecomunicazioni pubbliche o sovvenzionate. No editoria sovvenzionata. No CCNL sindacali obbligatori. No minimali contributivi. No moneta di stato. No dazi doganali in entrata ed uscita verso tutti. No al valore legale del titolo di studio. No incarichi soprattutto pubblici a tempo indeterminato. Posso continuare parecchio ancora, ma se si vuole essere liberi bisogna cominciare a capire quali sono le responsabilità che ognuno deve essere pronto a sostenere liberamente in prima persona. Tutto il resto è fuffa da perdigiorno. Per combinare qualcosa bisogna mettere in comune responsabilità volontariamente e non fare distinzioni scritte o meno nel libro della storia o dei ricordi. Imparare a condividere quel che ci conviene e capire che conviene collaborare. Ciao aliquote belle.

    • Polemizzo da solo. Siamo fuori tempo massimo.
      Ma che ricostruzione di unità storica volete fare se tra vent’anni i cognomi più in voga saranno Shafiq, Ciù-en-lai, Kyenghe e Singh (con tutto il rispetto per le culture di provenienza).
      Quanto tempo è che non visitate un reparto maternità?

  4. Naltro ancora..??????

    Ma se xe pena nato ea SANCA VENETA..!

    Mi faria MANCA VENETA.

    Si parche’ a ghe vol tuta pa far ogni dì un movimento o un partio.
    Se vede che ghe MANCA ai VENETI. O no..? Si, ghe manca calcossa…

    FRONTE COMUNE VENETO saria da far, cioe’ tuti i veneti e chi che ghe piaxe a esar veneto, ga da unirse in un unico partito. El parche’ xe nel fato che el nemigo xe unego e i veneti ga litalia o mejo la Talia sul fronte oposto.
    El fronte ga da esar unego e sensa equivosi proprio pa no disperdar e forse: basta col dividar par inperar.
    Ma chi xei mo sti veneti che i se ne inventa una ogni dì pa dividarse e forse mejo par dividarne..?
    Pa unirse MAI nesuna invension..? A parte ea mea ma che no conta un kax visto che son nesun..! (Ulisse no c’entra).

    Ndemo toxati, femo i seri…

    PSM
    WSM

  5. Popoli italici? Ma cosa centra il popolo veneto Con l’Italia sia culturale che geograficamente? Come penisola poi. Il popolo veneto e stato invaso prima dai francesi derubandolo e portando fame disperazione poi occupato dell’Austria. Poi invaso e occupato dall’Italia che gli ha dato il colpo di grazia portando guerre tasse ingiustizie cancellando la nostra storia dividendo i territori. Andate a chiedere a un bresciano sei veneto no so lundard a un Udinese no son furlan. I giovani sono cresciuti italianizzati e vi risponderanno con l’inno Mameli fratelli ditalia… poi in oltre 150 anni Di immigrazione i veneti mi sa sono in minoranza. Comunque la speranza e l’ultima
    A morire.w san Marco

  6. Si da’ il caso che il primo a mettere in pratica i principi enunciati e’ stato proprio il popolo veneto per iniziativa di Plebiscito.eu…
    pertanto verificate… per non cominciare sempre tutto daccapo e .. non arrivare mai alla meta finale che noi indipendentisti e pacifici nel senso che rifiutiamo l’uso delle armi ma vogliamo sfruttare la tecnologia informatica avanzata abbiamo avuto ben chiaro fin dall’inizio del nostro percorso verso la libertà nostra da Roma, ma anche di tutti i popoli della terra!

  7. Bella iniziativa! Ma bisogna tradurre in concretezza la cosa! Voi del Miglioverde potreste organizzare un evento e poi si parte in ogni comunità e in ogni territorio.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

- Advertisement -

Articoli recenti