Progressisti, l’arroganza di chi si crede superiore

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di GIANLUIGI LOMBARDI CERRI E’ diventato di moda, insieme all’abbigliamento griffato, le vacanze estive alle Maldive e quelle invernali a Cortina, definirsi “progressisti”. E’ ormai talmente diffusa, questa parola, che vale la pena di sottoporla ad una certa analisi, per vedere se, per caso, non venga utilizzata prevalentemente a sproposito. “Progressismo” è il desiderio di miglioramento di una situazione esistente, in modo da ovviarne agli eventuali inconvenienti. Questo è il significato dato da un qualunque dizionario. Ma, a questo punto, mi si faccia conoscere chi non è d’accordo sul desiderio di migliorare. In contrapposizione viene usato il termine di “conservatorismo” dato alle persone che, pervicacemente, non desiderano un miglioramento. In realtà si tace il significato vero che si  ha dei due termini. Progressista , nel senso forzato che si da oggi, è colui che sostiene il cambiamento ossia un’idea nuova a prescindere dalla sua validità, me
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