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Regionali in veneto, ecco come si schierano indipendentisti e autonomisti

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venetodi FIORENZO PIEROBON

Come si schiereranno gli indipendentisti alle prossime elezioni regionali in Veneto? E’ finito il tempo della raccolta firme per la presentazione delle liste (non per tutti) e sta per iniziare quello della campagna elettorale vera e propria, benché – in vero – sia iniziata da parecchio tempo. 

Il variegato “piccolo mondo” indipendentista (del quale, per chiarezza, fanno parte anche coloro che di elezioni non ne vogliono sentir parlare) dai tempi in cui qualcuno pensò di poter riunire tutti sotto la sigla de i “VENETI” è cambiato ad ogni luna crescente, una scissione via l’altra, un litigio via l’altro. La corsa a Palazzo Ferro Fini, però, ci permette scattare una fotografia e cercare di capire chi si candida e come si posiziona.

“Indipendenza Noi Veneto” (un tempo Noi Veneto Indipendente) ha ufficialmente siglato l’accordo con Luca Zaia (il candidato favorito per la vittoria) e lo sosterrà. Si tratta di un rassemblement di liste altre (da Veneto Stato a Liga Veneta Repubblica a Progetto Nord-Est ed altri), capeggiate da ex leghisti (Foggiato, consigliere uscente e Comencini) e da Luca Azzano Cantarutti, che ha scelto la sua strada dopo la definitiva rottura con Indipendenza Veneta. 

Indipendenza Veneta correrà da sola, candidando alla presidenza Alessio Morosin. Insieme a Morosin – che ha provato, secondo voci accreditate, a cercare un accordo con Zaia in passato – ci sono personaggi conosciuti come Lucio Chiavegato (che ha rotto con Noi Veneto Indipendente un paio di mesi fa) e il fondatore della L.I.F.E., Fabio Padovan. Un’altra lista indipendentista che correrà da sola è “VenetoSì”, che candida alla presidenza della Regione Gianluca Busato. Sia Indipendenza Veneta che VenetoSì sono tenuti a raccogliere le firme per la presentazione delle liste. Un particolare non di poco conto nello scontro fra indipendentisti (che continuano a guardarsi in cagnesco), data la difficoltà nel reperire le migliaia di sottoscrittori necessari (con relativi certificati elettorali). Sulla legittimità della raccolta firme, corre voce (ma è più che una voce), che sono già pronti degli esposti da parte di qualche concorrente (Vedi qui).

Ovviamente, alla corsa elettorale partecipa anche Flavio Tosi, che prima di lasciare la Lega Nord (era segretario nazionale della Liga), per i noti scontri con Salvini, veniva presentato dai leghisti (oggi nemici acerrimi) come un quasi-indipendentista. Il sindaco di Verona al consenso autonomista ci tiene e qualche voto lo andrà a pescare in quel bacino. Ha imbarcato tra i suoi, oltre al trevigiano Muraro ed al gruppo denominato “Razza Piave”, anche una nuova forza politica, Veneto Stato Confederale, compagine che afferma di inseguire il progetto di una Regione delle Tre Venezie “da rendere più libera dai vincoli romani, e sfruttando il dettato costituzionale dell’articolo 132”.

Alessandra Moretti di indipendentista non ha chiaramente nulla, ma nemmeno lei s’è fatta mancare una sploveratina di autonomismo, inserendo tra le liste d’appoggio anche quella ribattezzata Autonomisti veneti, e quella del Bard, il Movimento Belluno autonoma Regione Dolomiti, che dovrebbero trovare spazio nella lista Veneto Civico.

Alle elezioni regionali del 2010, gli indipendentisti che parteciparono raccolsero poco o nulla: Liga Autonomo Veneto lo 0,2%, Unione Nord-Est (1,55% e un consigliere eletto), Gianluca Panto del Partito Nasional Veneto (0,36%), Silvano Polo di Veneti Indipendensa (0,35%). Andrà meglio in questa tornata? Non è compito nostro deciderlo, la parola spetta agli elettori.

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