ROTHBARD, LA GUERRA CULTURALE E L’IMPORTANZA DELLA CULTURA POPOLARE

di GUGLIELMO PIOMBINI Ritorna la guerra culturale All’inizio degli anni ’90 Rothbard tornò a rispolverare le recensioni cinematografiche per impegnarsi in quella importante e spesso sottovalutata battaglia culturale che si gioca non nelle istituzioni di governo, ma nella società civile. Difendendo il cinema tradizionale, il suo obiettivo era quello di difendere i valori oggettivi di bene e male messi in crisi dagli sconvolgimenti morali e sociali degli anni Sessanta e Settanta. Per questo motivo, quando agli inizi degli anni Novanta la battaglia culturale contro l’aggressivo progressismo dei left-liberal tornò ad infuriare, Rothbard tornò a scrivere dei commenti sui film, realizzando articoli estremamente polemici ed arguti. Rothbard riprese la sua battaglia contro il cinema radical-chic, soprattutto europeo: «I lettori di lunga data sanno che non sono assolutamente un fan dei film in lingua straniera: non perché sia faticoso leggere i sottotitoli, ma perché sono invariabilmente degli orribili esempi di cinema aggressivamente d’avanguardia e antiborghese. Il regista straniero, odiando in quanto “commerciali” i film graditi dal frequentatore…

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