di MARIETTO CERNEAZ Che la dipartita (politica) di Rajoy dalla presidenza del governo spagnolo e l’arrivo di Pedro Sanchez al suo posto avrebbero segnato una svolta nei rapporti tra Barcellona e Madrid lo abbiamo accennato tempo fa. Il giuramento di Sanchez, casualmente o meno, è stato quasi contemporaneo a quello dei membri del nuovo esecutivo catalano. “Primo ministro Pedro Sanchez, parliamo, affrontiamo la questione, prendiamoci il rischio, noi e voi”, disse Torra tre mesi fa, rivolgendosi direttamente al nuovo inquilino della Moncloa. Il disgelo nei rapporti tra Barcellona e Madrid è sotto gli occhi di tutti infatti, anche se rimangono in galera alcuni esponenti dell’indipendentismo. Il tempo dello scontro violento e armato per le strade, voluto da Rajoy, è un ricordo, un brutto ricordo, e adesso il primo ministro spagnolo si è persino dichiarato favorevole all’organizzazione di un referendum per l’autogoverno della Catalogna. “Vogliamo discutere e risolvere una crisi politica, chiudendola con un voto”, ha affermato in un’intervista televisiva, insistendo sul fatto che solo “con la…















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