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Scozia, anche i carcerati vogliono votare per l’indipendenza

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Carcere1di FRANCO CAGLIANI

Il 18 settembre 2014 i cittadini voteranno per dire sì o no alla separazione da Londra. La situazione è incerta, anche se i sondaggisti danno ancora in vantaggio i contrari all’indipendenza: L’apertura delle urne nell’estremo nord della Gran Bretagna, sarà il passo finale di un percorso preparato da due anni e concordato con il primo ministro del Regno Unito David Cameron. Ma la vittoria dei separatisti segnerebbe comunque una svolta storica e, a guardare i dati, non si tratta di un risultato improbabile.

Chi voterà? Tutti gli aventi diritto ovviamente, ma – ora – anche i detenuti vogliono votare al referendum per l’indipendenza della Scozia.

La richiesta nasce dal ricorso alla Corte suprema di due uomini che stanno scontando una condanna per omicidio e che sostengono che il divieto di voto sia una violazione dei loro diritti umani. Considerando che mancano ormai meno di due mesi alla consultazione, la Corte ha anche deciso di mettere il procedimento su una corsia preferenziale e, se i due detenuti dovessero vincerlo, si tratterebbe di un duro colpo anche per il governo del primo ministro scozzese Alex Salmond, che stilando le regole per questo referendum ha espressamente vietato ai prigionieri il diritto di voto.

Una decisione che potrebbe poi portare a richieste di risarcimento, se solo il parere positivo della corte suprema dovesse arrivare dopo la consultazione. La corte europea dei diritti umani ha più volte chiesto al Regno Unito di eliminare il divieto di voto per i carcerati. 

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