Scozia, catalogna, veneto e sudtirolo: indipendenza alla ricerca di soluzioni

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Il seguente articolo, ad opera di Giacomo Dalla Valentina, è stato pubblicato su L’Alligatore, la rivista degli studenti di Giurisprudenza della Statale di Milano.

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2 COMMENTS

  1. mi domando piuttosto se una carta costituzionale, che nasce per convalidare uno stato e un potere per lo stesso, insinuare anche lontanamente il dubbio nella legittimità dello stesso… è obbligatoriamente affermativa, perché sennò come potrebbe un giorno che qualcuno dall’esterno si mettesse in testa di violarne i confini legittimare una guerra?
    Ma se uno stato si è andato formando con successive aggregazioni di popoli, spesso violente, il momento che questi prendono coscienza di sé e decidono di riappropriarsi della loro identità storica, per una maturazione della consapevolezza di sé che avviene nel tempo, anzi, in tempi lunghi di pace e di tentativi di coesistenza, come può un potere centrale arrogarsi il diritto di reprimere questo nobile anelito di libertà?
    Non c’è carta che tenga di fronte a un popolo consapevole e determinato…
    Il percorso ciascuno lo troverà, destreggiandosi nei tentativi che possono anche non riuscire in prima battuta senza con ciò porre la parola fine… prima o poi riusciranno perché l’anelito alla libertà è insopprimibile!
    e per fortuna… o è un valore l’appiattimento e l’omogeneizzazione generale? non è piuttosto la molteplicità la ricchezza… non solo nella natura ma anche nel mondo degli uomini!
    Meno male che sedi esterne e superiori il diritto dei popoli all’autodeterminazione lo hanno solennemente affermato… ha prevalso la logica e il diritto naturale dico ancora per fortuna!

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