SE INCONTRA FASSINA, ANCHE UN MARZIANO SCAPPEREBBE DALL’ITALIA

di MATTEO CORSINI

Supponete di essere un marziano appena arrivato sul pianeta Terra e di essere approdati proprio in Italia, che dall’alto dei cieli vi incuriosiva per la sua forma a stivale. Supponete che il primo contatto con la realtà del pianeta avvenga sentendo queste parole pronunciate da Stefano Fassina, deputato di LeU e già viceministro dell’Economia (sic!) nel governo guidato da Enrico Letta: “La povertà e il numero di famiglie in totale assenza di lavoro, in particolare per il Mezzogiorno, continuano a aumentare. E’ la conseguenza di un’agenda di politica economica, in linea con la linea liberista dell’Ue e dell’eurozona, da lungo tempo orientata verso gli interessi più forti. E’ necessaria e urgente una profonda discontinuità”.

Discontinuità rappresentata da un aumento del deficit per investimenti pubblici e sostegno al reddito, un classico di ogni sinistrorso (e non solo, ahimè). Ma non è di questo che voglio occuparmi. Sentendo una dichiarazione del genere pensereste di essere capitati in un Paese in cui lo Stato non interviene, non tassa (o lo fa in modica quantità), non redistribuisce, non ficca il naso ovunque.

Poi, però, vi capiterebbe di imbattervi nella miriade di balzelli, imposizioni e divieti che ci sono in Italia, molti peraltro di origine comunitaria, e comincereste ad avere dei dubbi. E se vi capitasse di imbattervi anche nei numeri di finanza pubblica e di constatare che lo Stato spende il 49% del Pil e che il debito pubblico supera il 130% del Pil, probabilmente giungereste alla conclusione che, se uno che dice cose come quelle che avete sentito da tale Fassina è parlamentare, significa che siete finiti in un posto messo molto male.

Rimpiangereste subito Marte. E non potrei darvi torto.

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