di LUIGI CORTINOVIS Nonostante i collettivisti e i demagoghi italiani tifassero per i socialisti elvetici, nella terra di Guglielmo Tell continua ad avere il sopravvento il buon senso. Gli svizzeri, infatti, hanno bocciato la norma che puntava a limitare la remunerazione dei top manager a 12 volte la paga del salario piu’ basso in un’azienda. E’ quanto emerge dai primi risultati, ancora provvisori ma diffusi dalla tv locale, di un referendum. Il dibattito sulla norma varata a marzo per tenere a freno gli stipendi d’oro dei “chief executive” delle aziende ha cavalcato una vena di malcontento serpeggiante tra gli svizzeri. L’iniziativa, soprannominata ‘1 a 12’ e che fissava il rapporto giuridicamente vincolante tra le retribuzioni superiori e inferiori all’interno di un’azienda ha incontrato la dura opposizione della comunità elvetica, anche se per la stampa è tutta e solo colpa della “lobby degli affari” in Svizzera. Il risultato finale della consultazione popolare ha sentenziato quanto segue: il 65,3% ha votato per il no. i Cantoni germanofoni i…















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