SUPERCAZZOLE GOVERNATIVE, PARTE SECONDA!

di MATTEO CORSINI

Ho già avuto modo ieri di sottolineare l’utilizzo da parte del presidente del Consiglio Giuseppe Conte di frasi pompose ma totalmente vuote. Non è l’unico politico a farlo e suppongo che sia un espediente utilizzato da qualsiasi avvocato a corto di elementi concreti a sostegno della posizione del proprio assistito.

Conte deve cercare di tenere assieme una maggioranza che tendenzialmente ha come unico collante la volontà di rimandare la fine anticipata della legislatura. Ecco, quindi, che produce affermazioni come questa, in merito a ipotetici nuovi soggetti politici:

  • “Mi auguro si possa rafforzare un ampio fronte – chiamatelo come volete, progressista, riformista, alternativo alle destre – dove possano trovare posto tutte le forze, pur con diverse sensibilità”.

Come dire: chiamatelo come vi pare, purché la barca continui ad andare. E come dovrebbe essere questo ampio fronte?

  • “Parlare di fronte progressista è limitativo. Concepisco questo spazio come aperto, inclusivo, oltre i recinti ideologici, percepito non come una camicia costrittiva, in cui si possa realizzare un’Italia più verde, più digitale, più equa e sostenibile”.

Conte è stato evidentemente attento a utilizzare tutte le parole d’ordine dell’attuale canone politicamente corretto. Non so se avremo un’Italia più verde, ma così continuando potremmo averne una più al verde.

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