di MARIETTO CERNEAZ Dopo le minacce cinesi a Taiwan, la risposta degli indipendentisti dell’isola è arrivata immediata. Sabato 20 ottobre scorso, decine di migliaia di cittadini si sono riversati per strada, a Taipei, chiedendo l’indizione di un referendum per decidere del proprio futuro. Circa 130.000 persone hanno aderito all’evento. I manifestanti che hanno preso parte alle proteste di sabato scorso hanno dichiarato che il governo dovrebbe respingere Pechino e hanno richiesto che venga organizzato un referendum in merito all’indipendenza. Tuttavia, prima di organizzare tale voto bisognerebbe modificare le leggi attuali, in quanto queste vietano a un referendum di cambiare la Costituzione o la condizione del territorio sovrano. Secondo gli analisti, la Tsai non permetterebbe le modifiche. La presidentessa di Taiwan ha dichiarato che manterrà lo status quo con Pechino, promettendo, tuttavia, di migliorare la sicurezza nazionale e di fare in modo che il suo governo non si sottometta alla repressione di Pechino. Inoltre, il Partito Progressista Democratico ha pubblicamente proibito ai suoi funzionari e candidati di…















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