UN’ALTRA ALITALIA: SULLA SCUOLA SERVONO INVESTIMENTI

di MATTEO CORSINI

Parlando con chi ha figli in età scolare, la situazione che mi viene rappresentata è quella di una sostanziale arretratezza della scuola pubblica (che, di fatto, è monopolista in Italia) dal punto di vista delle strutture e delle dotazioni tecnologiche. Gli esperimenti di insegnamento online di questi mesi di chiusura delle scuole hanno avuto esiti alterni, sempre stando a quanto riferitomi. Nessuno, finora, si è lamentato della carenza degli insegnanti dal punto di vista quantitativo. Ovviamente non ho la pretesa che questo campione di opinioni sia statisticamente significativo, ma mi risulta che a lamentare una carenza numerica di insegnanti siano, di fatto, solo i rappresentanti sindacali di categoria.

Si dovrebbe dedurre che i fautori della spesa pubblica dovrebbero quanto meno privilegiare, alla voce “scuola”, investimenti volti a ridurre queste carenze. Invece la priorità del PD pare essere aumentare (più del finora previsto) il numero dei docenti. Ovviamente il partito sinistrorso Leu si è accodato. D’altra parte, dopo l’uscita di Renzi il PD ha virato marcatamente verso sinistra, nella forma assistenziale e statalista che fu, anche per competere con gli alleati pro tempore di governo.

Ecco, quindi, le parole del senatore PD Francesco Verducci, vice presidente della commissione Istruzione di Palazzo Madama:

  • “Sulla scuola occorrono investimenti. Tra gli altri nostri emendamenti al decreto Scuola, chiediamo la riapertura delle graduatorie provinciali degli insegnanti per far entrare giovani e la stabilizzazione dei professori specializzati sul sostegno, un settore da troppo tempo in affanno.”

Il tutto allo scopo di “inserire stabilmente un numero più elevato di docenti e scongiurare un inizio del nuovo anno con un record storico di precari.” E pazienza se i giga saranno insufficienti. L’importante è rimpolpare i giga a chi va a votare.

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