VENETO INDIPENDENTE, NON TUTTI VOGLIONO UNA LISTA UNICA

leonidi LUIGINO MARAN

Come va l’operazione lista unica per il Veneto, in vista delle elezioni regionali del 2015? Per certi versi, gli appelli – soprattutto del Gruppo Chiavegato – appaiono senz’altro accorati ed intrisi di buone intenzioni. Per altri, invece, aldilà di talune strette di mano e di talaltre riunioni a Castel Brando la concentrazione sotto un unico simbolo, foss’anche il vessillo di San Marco, appare meno probabile di quel che in molti si auspicano.

In un suo video, ad esempio, Alessio Morosin – leader di Indipendenza Veneta – ha preso nettamente le distanze, ritenendo il progetto di legge regionale n. 16 approvato da poco l’unica strada da percorrere davvero: “Fino a marzo dell’anno prossimoafferma Morosin in un videoc’è tempo per andare a votare per l’indipendenza del Veneto”, lasciando intendere che basta rispettare le vigenti leggi italiane e venete per fare una scelta di popolo ben prima delle regionali prossime. E aggiunge Morosin: “C’è tutto il tempo necessario per votare il referendum, basta evitare di dare ascolto a chi rema contro inventando necessità di unioni delle varie sigle elettorali. Chi parla di elezioni regionali danneggia la causa dell’indipendenza”. Un giudizio lapidario.

Sugli altri fronti, nel frattempo, c’è chi si organizza in proprio, più che pensare ad un cartello elettorale unico. E’ il caso di “Veneto SI”, braccio elettorale del gruppo che ha dato vita al plebiscito digitale dello scorso mese di marzo, che il prossimo 20 luglio, a Padova, celebrerà il congresso fondativo del partito: “Parteciperemo sia alle elezioni primarie venete dell’autunno prossimoscrivono in un comunicatoche alle eventuali elezioni regionali che si terranno l’anno prossimo”.

Con queste premesse, Lucio Chiavegato resta col cerino in mano. Scrive sul suo sito: “C’è ancora qualcuno, appartenente a movimenti o partiti indipendentisti Veneti che viene sul mio profili FB a tentare di provocarmi con battutine che nascondono tanta ignoranza dei fatti passati. Dobbiamo capire che le Regionali saranno la svolta vera e propria per capire se vale la pena lottare o no per il Veneto indipendente o dedicarsi all’orto, all’allevamento di galline o altri animali per affrontare la carestia che verrà”.

Veneti Indipendenti, formazione che fa capo a Luca Azzano Cantarutti – definito il padre del progetto del referendum indipendentista – ha invece lasciato aperte le porte al dialogo: “Se per assicurarci l’indipendenza serve una “Grande Coalizione Veneta” per le regionali 2015, ben venga, facciamola subito. Democraticamente, pacificamente e legalmente, nel modo giusto, con astuzia, come le volpi, ma uniti, forti e determinati, come i leoni”.

Se è vero come è vero che il Veneto rimane la punta di diamante del sentimento indipendentista nella penisola italiana, non resta che guardare con attenzione agli sviluppi sia dell’eventuale referendum da farsi (e qui Luca Zaia gioca un ruolo non secondario) che al progetto politico unitario. La sua riuscita dipenderà solo dall’evitare di avere troppi galli litigiosi in un pollaio… anzi troppi leoni ruggenti chiusi nella stessa gabbia chiamata Italia.

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