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Veneto indipendente, una notizia buona e altre così così!

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bellunodi ENZO TRENTIN

In una nota proveniente dai monti pallidi, Massimo Max Vidori esulta in merito al futuro  governo delle Dolomiti attraverso una sorta di autonomia della provincia di Belluno, scrivendo tra l’altro: «Evviva Belluno, le Dolomiti ed il Veneto. La saggezza popolare ci impone tuttavia di ricordare che vinta una battaglia, non si può considerare vinta la guerra. Ce lo ricordano in vero anche i moniti degli assessori Caner (rif. ai fondi a disposizione) e Ciambetti (rif. la pianificazione tempistica troppo ristretta). Ce lo ricordano anche i commentatori istituzionali e non, con un coro di “il Veneto ha fatto la sua parte, ora tocca all’Italia”. Ce lo ricorda infine il danaro: l’emendamento sui canoni idrici vale 7 milioni di euro all’anno e tutta la specificità altri 20 milioni di euro all’anno. Se teniamo conto che la provincia di Trento nel corso dell’esercizio 2013 ha avuto un avanzo di cassa senza destinazione d’uso, quindi soldi “avanzati”, di 260 milioni di Euro abbiamo subito spiegata la differenza tra autonomia e specificità!»

Tra le molte cattive notizie, propalate da più mezzi di comunicazione, c’è l’Italia che sta precipitando nell’abisso infernale dell’Eurozona: difficile immaginare che per un’economia il cui Pil è del 9% più basso di quello del 2007 e che presenta una disoccupazione prossima al 13%, una crescita zero o una dell’1,5% sia uguale. Comunque sia, perfino Matteo Renzi è costretto alle prime ammissioni. Scenario confermato peraltro dal Fmi, secondo cui la crescita italiana per il 2014 non supererebbe lo 0,3%, mentre Bankitalia e Confindustria sono ancora più pessimiste, fermandosi allo 0,2%. Anche l’Istat avverte che la “ripresa” potrebbe non esserci stata nemmeno nel secondo trimestre. «Ormai – scrive “Investire Oggi” – non esiste un serio analista che non preveda la necessità di una manovra correttiva a settembre». Per JP Morgan e Mediobanca, la stangata sarà nell’ordine di 20 miliardi di Euro, «che è anche la stessa cifra di cui si parla a porte chiuse nel Pd». Una mazzata secca: «Si vocifera che il ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan, stia pensando a un prelievo sugli assegni pensionistici oltre i 3 mila euro all’anno». Secondo alcuni media, poi, alla manovra-tagliola crede anche Ferruccio De Bortoli (direttore del “Corriere della Sera” che resterà in carica solo sino alla prossima primavera, e se ne andrà con una Buonuscita da 2,5 milioni; a fronte di una perdita semestrale di 70 milioni di Euro di Rcs), che ormai teme la possibile adozione del provvedimento più brutale – il prelievo forzoso – che precederebbe il commissariamento definitivo dell’Italia da parte della Troika europea.

Tornando al Nord-Est abbiamo l’ennesimo “Governo nasionae veneto del popolo veneto”, che intende portare all’autodeterminazione mediante una raccolta di adesioni. «I trattati internazionali sui diritti fondamentali dei popoli», spiega il presidente del Governo Gabriele de Pieri, «sanciscono il diritto di autodeterminazione; noi pertanto abbiamo iniziato a certificare le persone aderenti all’anagrafe storica del Popolo veneto e puntiamo a 20 mila adesioni». E prosegue: «Il Gnv non riconosce lo Stato italiano, pertanto non andiamo a votare, restituiamo la tessera elettorale ed abbiamo i nostri documenti di identità», continua il presidente. «La sede governativa è a Trieste che, ufficialmente, è un territorio libero (Tlt) mentre qui in Veneto la nostra sede è a Loreggia.» Probabilmente a casa di Gabriele de Pieri.

marciavenetobassano2Nel frattempo la stampa locale [LEGGI QUI] indica il Sindaco di Resana: Loris Mazzorato quale portavoce dell’iniziativa e del Gnv. E qui nascono le prime perplessità: il Sindaco all’atto dell’insediamento ha giurato fedeltà alla Costituzione italiana. Di più: sabato 14 giugno nel Centro Culturale di Resana è stata ospitata una riunione alla quale hanno partecipato alcuni Sindaci e qualche decina di persone provenienti in buona parte dalle regioni meridionali. Scopo del consesso era un “tavolo di lavoro” atto ad individuare la possibilità di concretizzare un progetto denominato “Sindaco sovrano – la politica come obiezione di coscienza”. Un’idea del frate francescano Quirino Salomone [GUARDA QUI], direttore della rivista “La Perdonanza”, trimestrale di storia, spiritualità, attualità, edito all’Aquila. Uomo che si batte anche contro il cosiddetto signoraggio, l’usura. Insomma, dopo aver avuto i Sindaci espressione di ideologie, dopo i Sindaci espressione delle lobby politico-affaristico-economiche, oggi ci viene proposto il “Sindaco sovrano”. Del popolo sovrano sono ancora in pochi a parlarne.

Il “Tavolo di lavoro” di cui sopra ha avuto un’altra sessione – meno frequentata – nel Municipio di Resana mercoledì 16 luglio. Anche qui la partecipazione è stata di persone provenienti dalle più disparate latitudini dello stivale. Tuttavia ad alcuni è apparso più come un “Tavolo per procurare un lavoro” ad alcuni professionisti non propriamente autoctoni, per cui in molti hanno abbandonato anzitempo la seduta. Da indiscrezioni ricevute sembra che prossimamente questo Comune ospiterà il gruppo MMT e Paolo Barnard (pare si fanno pagare 600 Euro a giornata) giusto per aumentare la carne sul fuoco ed aumentare la confusione. Si consideri che l’MMT non pone soluzioni per l’immediato ma rimanda all’uscita dall’Euro per avere una banca nazionale come la FED. Ma prima di uscire dalla moneta è indispensabile uscire dall’UE. Operazione che minimo implica due anni di preavviso. L’MMT si dice sia un movimento sponsorizzato dallo statunitense Levy Economics Institute (LEGGI QUI) che è finanziato da JP Morgan.

Intanto il Sindaco di Resana Loris Mazzorato non sembra preoccupato del fatto che nello Statuto di quel Comune (di circa 10 mila abitanti) alla voce istituti di partecipazione popolare, persista il referendum consultivo. Che esista il contestato quorum del 50%+1 inesistente nei paesi occidentali (ma presente negli ex satelliti URSS), e che per indire un referendum è necessario raccogliere il 20% di sottoscrizioni da parte degli aventi diritto. Un’enormità se raffrontato al circa 1% (500.000 firme) per richiedere un referendum nazionale. Eppure nel mondo indipendentista veneto si fa n gran parlare della volontà d’imitare il modello svizzero di democrazia diretta. E ancora: peccato che detto Sindaco non abbia  afferrato l’importanza non già del Sindaco “sovrano”, quanto semmai del Sindaco democraticamente “delegato” a realizzare gli indirizzi del cosiddetto “popolo sovrano” che in ogni caso gli procura un compenso mensile, e potrebbe “salvaguardarlo” dalle disinvolte stravaganze di un potere sempre più lontano dai canoni della democrazia. Ad ogni buon conto, egli ha issato sul pennone del palazzo comunale solo il gonfalone di San Marco.

Basterà per l’indipendenza del Veneto? 

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