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Veneto, quel diritto unilaterale all’autodeterminazione che non esiste

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di ENZO TRENTIN

Ci è stato chiesto di commentare un comunicato auto-elogiativo e propagandistico redatto dal portavoce ICEC del Veneto che ha suscitato speranze in alcuni ambienti indipendentisti. Il titolo è questo: “All’Europarlamento: sì a Risoluzione di Venezia, approvata dalla Regione Veneto. Legittimo dichiarare l’autodeterminazione in modo unilaterale”.

Per chi non l’avesse letto ne stralciamo questa parte: «Il simposio organizzato al parlamento Europeo congiuntamente da diversi gruppi parlamentari europei e da ICEC, la piattaforma sociale internazionale per l’esercizio del diritto all’autodeterminazione in Europa, ha chiuso i lavori con la sottoscrizione della “Resolution of Venice”, ovvero con la sottoscrizione internazionale della Risoluzione 27 del 29 novembre 2016 del Parlamento Veneto, presentata dal Segretario del Consiglio Regionale e capogruppo di “Siamo Veneto” Antonio Guadagnini.

La risoluzione afferma la “legittimità dell’unilateralità” del processo di autodeterminazione. Ecco l’atto internazionale di chiusura dei lavori del 2° Simposio ICEC al parlamento europeo:

“We therefore recognize that whenever the exercise of the universal right of Self-determination is rejected by the state institutions, citizens and nations of Europe can do and should do the only possible thing: unilaterally exercise through their representative democratic parliaments this right that is configured by its nature in the international law framework” Venice, 2016 November 29th (“Riconosciamo pertanto che ogni volta che l’esercizio del diritto universale di autodeterminazione sia negato dalle istituzioni statali, i cittadini e i popoli d’Europa possano e debbano fare l’unica cosa possibile: esercitare unilateralmente – attraverso i loro democratici parlamenti – tale diritto, che si configura per propria natura nel quadro giuridico internazionale”. Venezia, 29 novembre, 2016)»

Le parole chiave per smorzare tanta esultanza veneta sono: «attraverso i loro democratici parlamenti». Orbene, i parlamenti sono organi legittimati a legiferare. Rientra quindi nelle loro facoltà deliberare l’autodeterminazione dei popoli o delle aree geografiche che li hanno espressi. Tuttavia per non creare un inaccettabile vuoto di potere, un minuto dopo tale decisione dovrà essere approvato e deliberato un nuovo progetto istituzionale o Costituzione o Statuto che dir si voglia. Ma se tali parlamenti hanno a disposizione un tale strumento e sono disposti a votarlo, che necessità hanno di dichiarare prima l’autodeterminazione? Non basta affermare: le nuove regole che ci diamo da indipendenti sono queste?

Nello specifico:

  1. Una risoluzione regionale non è un atto deliberativo avente forza di legge, ma il parere dell’amministrazione in relazione ad una determinata fattispecie.
  2. Ha il parlamentino della Regione Veneto un progetto istituzionale per l’indipendenza? La risposta è no!
  3. Si appresta invece a chiedere, attraverso un referendum consultivo, il consenso dei suoi amministrati per contrattare una maggiore autonomia dallo Stato italiano di cui è emanazione.

A conferma dell’inutilità della “Resolution of Venice”, si può constatare come la Generalitat de Catalunya – che un progetto istituzionale per la sua indipendenza ce l’ha da tempo – abbia deliberato il suo processo di disconexiò senza appoggiarsi a nessun documento simile a quello prodotto dalla Regione Veneto, e promosso da ICEC.

In conclusione a noi pare si tratti dell’ennesima versione del paradosso del Comma 22, formulato nel romanzo Catch 22 di Joseph Heller (“Tranello 22”, di norma tradotto con “Comma 22”). Il paradosso riguarda un’apparente possibilità di scelta in una regola o in una procedura, dove, in realtà, per motivi logici nascosti o poco evidenti, non è possibile alcuna scelta ma vi è solo un’unica possibilità. Nel romanzo ambientato durante la seconda guerra mondiale, i regolamenti a cui i piloti erano soggetti contenevano il Comma 22: «Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo.» Ovviamente si tratta di una norma regolamentare che, in realtà, non è mai esistita. Ma questo paradosso, i sofisticati indipendentisti veneto-europei di cui sopra pare lo abbiano introdotto.

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2 COMMENTS

  1. Dispiace dirlo ma i DIRITTI nazionali ed internaziomnali sono riconosciuti o dati se a loro interessano.
    Altrimenti, campa cavallo…

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