WATERGATE, SNOWDEN E IL MONDO AL CONTRARIO DELLO STATALISMO

di GIOVANNI BIRINDELLI

Il Corriere della Sera definisce il Watergate “il caso politico più clamoroso di tutti i tempi”. Io non so quale sia stato il “caso politico” più “clamoroso” di tutti i tempi. In realtà non so nemmeno cosa il giornalista intenda coi termini “politico” e “clamoroso”.

Quello che so, è che il fatto che la macchina coercitiva statale saboti i computer/telefoni e spii sistematicamente e legalmente le comunicazioni di ogni singolo individuo lo trovo molto più grave del fatto che un partito politico spii e saboti l’attività di un altro partito politico.

Anzi, per essere più precisi, mentre, da un lato, lo spionaggio sistematico delle persone da parte della macchina coercitiva statale è non solo un crimine (cioè una violazione del principio di non aggressione), ma un crimine su scala globale e di massa, che ha preparato (e continua a potenziare) una bella stanza dei bottoni per forme di totalitarismo molto più esplicite della presente, dall’altro lo spionaggio e il sabotaggio di un partito politico a danno di un altro è più simile a una guerra fra bande all’interno della democrazia (che, come noto nel senso di logicamente deducibile, rendendo di fatto illimitato il potere coercitivo di una maggioranza eventualmente qualificata su una minoranza e soprattutto sull’individuo, è un sistema politico totalitario).

Il fatto che il Datagate (la rivelazione dell’attività sistematica di spionaggio e sabotaggio dello stato contro ogni singola persona resa possibile dal coraggio eroico di Edward Snowden), non sia stato un caso politico “clamoroso”, cioè che non gli sia stato dato sufficiente “clamore” dalla stampa mainstream, ha diverse ragioni. Fra queste, c’è la confusione intellettuale che rende possibile la tassazione e il monopolio statale (attraverso le banche centrali) della moneta:

– Lo stato è un Dio: esso (chi lo controlla) può commettere legalmente nei confronti delle persone azioni che, se fossero commesse da chiunque altro, sarebbero considerate dei crimini;
– Ergo, aggredire (p. es. spiare e sabotare) chi fa parte dell’apparato statale è molto più grave che spiare coloro che da questo sono oppressi. Anzi, nel nome di un nonsenso logico come “il bene comune”, l’oppressione delle persone diventa addirittura legale.

Lo statalismo, ovvero il mondo all’incontrario.

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