di ARTURO DOILO
Tra qualche giorno, sapremo se verrà concessa, o meno, l’estradizione per Juliane Assange, che la Svezia vuole processare per violenza sessuale. Ma non è questa la notizia. E’ la creatura di Assange, la “mitica” WikiLeaks, che fa parlare di sé. Forse per qualche altro documento segreto rivelato? Niente affatto.
Il noto sito di controinformazione fondato dall’ex hacker australiano potrebbe molto presto trasferire i propri dati dai server attuali, che sarebbero localizzati in Islanda e in Svezia verso una destinazione molto particolare, una di quelle nazioni extraterritoriali che tanto piacciono ai libertari come lui, ovvero una piattaforma petrolifera situata a poco meno di 10 Km dalla costa britannica.
Per la precisione la meta scelta sarebbe “Sealand” che, nostante sia poco più di un pezzo di ferraglia arrugginito in mezzo al mare, costituisce una sorta di semi-nazione, un auto-proclamato principato che vanta sovranità indipendente grazie ai
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